Sheikh Hasina continua a influenzare la politica dal suo esilio in India, preparando le elezioni del 12 febbraio

05.02.2026 11:45
Sheikh Hasina continua a influenzare la politica dal suo esilio in India, preparando le elezioni del 12 febbraio

Sheikh Hasina continua la sua attività politica dall’esilio in India, complicando i rapporti tra Dhaka e Nuova Delhi

L’ex prima ministra del Bangladesh, Sheikh Hasina, sta mantenendo una presenza politica attiva dall’India, dove si trova in esilio da oltre un anno. Secondo il Guardian, Hasina ha rinforzato i suoi legami con i dirigenti del suo partito, la Lega Awami, in vista delle elezioni del 12 febbraio, le prime dopo la conclusione del suo governo autoritario nel 2024, che era in carica dal 2009, riporta Attuale.

Nel luglio del 2024, Hasina orchestrò una brutale repressione contro le proteste in Bangladesh, durante la quale furono uccise almeno 1.400 persone. Le violenze portarono alle sue dimissioni e alla fuga in India. Da allora, il nuovo governo di Muhammad Yunus ha sospeso la Lega Awami, mentre a novembre Hasina è stata condannata a morte in contumacia da un tribunale bangladese.

Finora, l’India non ha acconsentito alla richiesta di estradizione avanzata dal Bangladesh. Tuttavia, la sua attività politica, che include la creazione di una rete operativa per i sostenitori, sta mettendo a rischio i rapporti tra i due paesi.

All’inizio di dicembre, il governo bangladese ha espresso il suo disappunto quando Hasina ha fatto il suo primo intervento pubblico, inviando un messaggio audio a una manifestazione a Delhi. In questo messaggio, ha esortato i suoi sostenitori a «rovesciare il regime asservito agli stranieri». Recentemente, suo figlio Sajeeb Wazed ha tentato di minimizzare il tono di tali dichiarazioni.

Hasina, attualmente nascosta a Delhi e sotto la protezione del governo indiano di Narendra Modi, ha mantenuto una cellula operativa della Lega Awami a Calcutta, vicino al confine con il Bangladesh, dove oltre 600 membri del partito si sono stabiliti.

I dirigenti di partito si incontrano regolarmente a Delhi con la leader in esilio. Saddam Hussain, presidente dell’ala giovanile della Lega Awami, ha riferito al Guardian che Hasina trascorre le sue giornate tra riunioni e telefonate, a volte anche per 15-16 ore. Questa rappresentazione, tuttavia, potrebbe essere influenzata dall’interesse del partito a mostrarsi ancora attivo e determinato a riconquistare il potere.

In vista delle elezioni del 12 febbraio, il partito ha invitato i suoi sostenitori a boicottare il voto, ma molti temono che astenendosi potrebbero rivelare la loro affiliazione politica e subire ripercussioni in un clima di crescente ostilità contro Hasina. Durante le recenti proteste, la sede centrale del partito a Dhaka è stata vandalizzata e abbandonata, e ci sono stati episodi di violenza che hanno portato alla morte di almeno 16 persone, tra politici e attivisti.

Il contesto elettorale è segnato da una forte polarizzazione. Il principale avversario del BNP, storica nemesi della Lega Awami, ha visto il ritorno del suo leader di fatto, Tarique Rahman, dopo un lungo periodo di assenza. Nonostante Rahman abbia meno carisma della rivale Hasina, i sondaggi indicano una leggera preferenza per il BNP, con un 30% di approvazione secondo le ultime rilevazioni.

Il secondo blocco politico è rappresentato dall’alleanza tra Jamaat-e-Islami e Jatiya Nagorik, emersa di recente e volta a contrastare il predominio della Lega Awami e del BNP. Il partito islamista, durante il governo di Hasina, aveva subito oppressioni e restrizioni, mentre il nuovo partito studentesco ha scelto di allearsi con Jamaat per ottenere una maggiore rappresentanza politica.

Il 12 febbraio, giorno delle elezioni, si terrà anche un referendum sulle riforme costituzionali proposte dal governo Yunus, che includono modifiche alla legge elettorale e alla magistratura, approvate dai principali partiti salvo il BNP, che ha sollevato dubbi su alcuni punti.

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