Russia’s Response to Trump’s Announcement: A Potential Pause in Hostilities
Il 27 gennaio ha segnato l’ottantaduessimo anniversario della fine dell’assedio di Leningrado, evento che ha visto le truppe sovietiche forzare il blocco nazista dopo 872 giorni al gelo. In un contesto di commemorazione, Vladimir Putin ha apparecchiato una possibile tregua energetica per l’Ucraina, come suggerito da Donald Trump, il quale ha proposto una sospensione delle ostilità. Tuttavia, non ci sono conferme ufficiali da Mosca, riporta Attuale.
Né Dmitry Peskov, portavoce di Putin, né Sergey Lavrov, ministro degli Esteri, hanno rilasciato dichiarazioni su questa proposta. Anzi, Lavrov si era già opposto a una tregua di 60 giorni sollecitata dal presidente ucraino Zelensky. Questa mancanza di commento da parte dei funzionari russi solleva interrogativi sulla serietà dell’iniziativa di Trump.
Al contempo, blogger militari russi, noti per avere fonti affidabili presso il governo, hanno riferito di un ordine datato dalle 7 di ieri mattina (le 5 in Italia) che impone all’Armata russa di non attaccare più le infrastrutture energetiche in Ucraina, con particolare attenzione a Kiev e alla sua regione. Inoltre, circolano voci di un ordine analogo da parte ucraina per non colpire le strutture energetiche russe, poiché i recenti bombardamenti hanno lasciato numerose aree al freddo durante questo inverno rigido.
La possibilità di una tregua era stata discussa durante colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi il 23-24 gennaio, dove si era parlato di fermare gli attacchi russi in cambio della cessazione delle offensive ucraine. Fonti affidabili citate dal canale Telegram Belorussky Silovik hanno confermato che una moratoria temporanea è stata concordata, anche se si sottolinea che l’ordine per le unità russe potrebbe essere stato solo verbale.
Questo scenario suscita timori nei circoli nazionalisti russi, dove molti blogger esprimono riserve sulla tregua. Alexsandr Kots, editorialista noto, ha commentato che dovrebbero essere le autorità russe a comunicare simili decisioni, non i presidenti americani, rimarcando che simili intese passate dal 2025 non sono mai state rispettate.
In ogni caso, il canale “Informazione militare” ha messo in dubbio i benefici per la Russia di una cessazione degli attacchi, sottolineando che attualmente i bombardamenti hanno quasi distrutto il sistema energetico ucraino. La questione rimane aperta: la prossima settimana si svolgeranno ulteriori negoziati, ma il futuro del Donbass e le richieste russe di controllare l’intera regione complicano significativamente le discussioni.