“Silvia Radin chiede il ritorno dei resti di Liliana Resinovich a Trieste”

22.02.2026 20:05
"Silvia Radin chiede il ritorno dei resti di Liliana Resinovich a Trieste"

Trieste, 22 febbraio 2026 – I resti di Liliana Resinovich devono tornare a casa, i suoi resti devono trovare finalmente pace nel cimitero della sua Trieste, dov’era stata seppellita e dove è stata riesumata nel febbraio di due anni fa per le nuove indagini sulla sua morte, oggi inchiesta per omicidio, con unico indagato il marito Sebastiano Visintin. La richiesta è stata avanzata con emozione da Silvia Radin, cugina della 63enne, durante la trasmissione ‘Verissimo’. Ha espresso un sentimento di pietas molto distante dalle polemiche che hanno segnato fin dall’inizio questo giallo, riporta Attuale.

“Aspettiamo i resti di Lilly da anni”

“Certo, vorrei che Lilly fosse seppellita, mi sembra normale, chi non avrebbe lo stesso desiderio? Forse la dobbiamo lasciare in un frigorifero a Milano?”, esprime il tormento della cugina. “Aspettiamo da anni, non so dire se ci siano ancora esigenze investigative. Ma noi non sappiamo dove andare a portare un fiore”.

La morte di Claudio Sterpin

Il 13 febbraio è morto Claudio Sterpin, 86 anni, un altro protagonista di questo caso che ancora oggi non è approdato a una verità giudiziaria, a oltre 4 anni dal ritrovamento del cadavere di Lilly nel boschetto dell’ex manicomio di Trieste, il 5 gennaio 2022. Signora Radin, pensa che avesse ancora qualcosa da raccontare? Mancherà la sua voce alla fine di questa inchiesta? “No, per me aveva già chiarito tutto, altrimenti chi indaga lo avrebbe richiamato – è certa Radin –. In Procura a giugno è rimasto per 5 ore”.

“Non si lamentava mai per la salute”

Sterpin, su richiesta di Nicodemo Gentile, avvocato e presidente di Penelope che assiste il fratello di Lilly, Sergio, a giugno era stato chiamato a spiegare nella forma dell’incidente probatorio i suoi rapporti con la 63enne scomparsa da casa il 14 dicembre 2021 e a precisare quel che sapeva – e aveva dichiarato su giornali e tv – del menage matrimoniale tra Liliana e il marito Sebastiano. “Sterpin non parlava della sua salute, non si lamentava mai – ricorda Silvia Radin –. Perché noi istriani siamo così, siamo duri come la terra o teneri, a seconda della persona con la quale abbiamo a che fare. Non l’ho mai sentito dire, ho mal di testa”.

“Il mistero di Lilly”

Ma questo caso si risolverà mai? “Dobbiamo sperare – è certa Radin –. La procuratrice e la pm sono in silenzio, stanno lavorando. Hanno preso tempo perché hanno dovuto rifare tutto, per rispondere alle 25 domande del gip Dainotti (poi andato in pensione, ndr). A marzo è atteso il deposito della nuova perizia sui reperti. “Speriamo, è già stato rimandato – osserva la cugina di Lilly –. Noi non possiamo far altro che sperare e pregare”.

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