Affluenza e intenzioni di voto per il referendum sulla riforma della giustizia
Il 22 e 23 marzo si svolgerà il referendum sulla riforma della giustizia, con una partecipazione elettorale che, secondo le ultime stime, si attesterà tra il 46% e il 50%, riporta Attuale. Il dibattito politico è già acceso tra i sostenitori del Sì e del No, ma sarà la mobilitazione degli elettori a determinare l’esito del voto. Stando a una rilevazione di Swg per TgLa7, i gruppi di votanti si mostrano sostanzialmente equamente divisi, con entrambi i fronti attorno al 38% di consensi. Tuttavia, un numero significativo di elettori continua a restare indeciso.
I movimenti tra i partiti
La recente indagine offre uno spaccato delle principali forze politiche italiane. Fratelli d’Italia, il Partito Democratico e la Lega mostrano una lieve flessione nei consensi, rispettivamente con cali dello 0,3%, 0,2% e 0,2%. Al contrario, il Movimento 5 Stelle ha registrato un leggero aumento (+0,1%), insieme ai Verdi e Sinistra (+0,2%). Forza Italia mantiene una posizione stabile. Tra i partiti minori, si segnala l’emergere di Futuro Nazionale, il nuovo partito guidato da Roberto Vannacci, che guadagna lo 0,3% sottraendo voti sia alla Lega che a Fratelli d’Italia. Anche Azione e Italia Viva mostrano un incremento pari a rispettivamente +0,2% e +0,1%, mentre +Europa e Noi Moderati sono in lieve calo (-0,1% ciascuno), senza variazioni significative per altre liste e tra gli indecisi.
Da dove arrivano i voti di Futuro Nazionale
Swg ha analizzato la provenienza dei consensi per il nuovo partito di Vannacci. Secondo le stime, l’1,24% degli elettori proviene dalla Lega, l’1,2% da Fratelli d’Italia, lo 0,2% da Forza Italia, lo 0,3% da CasaPound e lo 0,5% da altre forze politiche o dall’area dell’astensione. Questo indicativo sottolinea come Futuro Nazionale stia principalmente intercettando voti dal centrodestra, con una componente significativa di ex astenuti.