Il Rassemblement National si conferma favorito per le presidenziali francesi del 2027
Un recente sondaggio indica il Rassemblement National come il grande favorito per il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, che si terranno nella primavera del 2027. Nonostante ci siano ancora molti sviluppi possibili nel panorama politico, gli intervistati sono stati chiari nella loro risposta alla domanda «chi voterebbe se le elezioni per l’Eliseo fossero domenica prossima?», non nel 2027. L’indagine di Ifop-Fiducial per il quotidiano L’Opinion e Sud Radio offre una visione attuale del sostegno per i diversi candidati e partiti, riporta Attuale.
Che il candidato del partito di estrema destra sia Marine Le Pen o, nel caso non possa correre a causa di una pena di ineleggibilità di cinque anni, Jordan Bardella, il Rassemblement National conduce le intenzioni di voto con percentuali comprese tra il 33 e il 35%, un balzo notevole di 10 punti rispetto alle elezioni del 2022, quando Marine Le Pen aveva ottenuto il 23,15%.
La posizione dominante del RN per il primo posto lascia aperti i giochi per il secondo, una posizione essenziale poiché i primi due candidati si qualificheranno per il ballottaggio. Per occupare il secondo posto, tre politici emergono come favoriti: il centrista ed ex premier Édouard Philippe (16%), l’eurodeputato della sinistra moderata Raphaël Glucksmann (15%) e Jean-Luc Mélenchon della sinistra radicale (12%). In genere, per qualificarsi al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, è necessario superare il 20%, ma con questo scenario la soglia si presenta molto più bassa.
Raphaël Glucksmann si sta affermando come il nuovo esponente della sinistra che potrebbe competere con Marine Le Pen o Bardella per la vittoria finale, in un testa a testa con Edouard Philippe, il quale però appare svantaggiato: la sua immagine è associata a quella del macronismo, e questo lo penalizza, dato il crollo della popolarità di Emmanuel Macron, che secondo le ultime rilevazioni ha un gradimento di appena il 17% tra i francesi.
Glucksmann, d’altra parte, sta crescendo e ha già superato la sinistra radicale della France Insoumise, un primato confermato anche nelle recenti elezioni europee (14% contro il 10% di Manon Aubry). Questa trasformazione sembra premiare Glucksmann, soprattutto tra quegli elettori moderati che si distaccano da Mélenchon, ritenuto invotabile.
Se Philippe rimane in corsa, altri potenziali candidati del blocco centrale, come Gabriel Attal (10%) o Gérald Darmanin (7%), sembrano meno competitivi. In contrasto, il ministro dell’Interno Bruno Retailleau è in crescita e le sue percentuali oscillano tra il 9% e il 13% a seconda degli avversari.
In un contesto più ampio, la possibilità di una candidatura dall’ex premier François Bayrou sembra destinata a raccogliere solo il 3% dei voti, evidenziando l’impopolarità di chi è visto come vicino a Macron. Per questa ragione, le politiche attuali saranno cruciali per definire lo scenario che si presenterà nelle prossime presidenziali.
Lo studio, effettuato online dal 24 al 25 settembre 2025, ha coinvolto un campione rappresentativo di 1.127 persone iscritte nelle liste elettorali.