Sondaggio: la metà degli italiani sceglie di non partecipare al voto

17.10.2025 20:25
Sondaggio: la metà degli italiani sceglie di non partecipare al voto

Roma, 17 ottobre 2025  – La grande fuga dalle urne continua a manifestarsi nell’elettorato italiano, con un’indagine Izi presentata su La7 durante L’Aria che Tira, condotta da David Parenzo, che rivela come un elettore su due scelga di non votare. Questo astensionismo non è frutto di disinteresse, ma di una scelta consapevole, sempre più motivata. Si stima un astensionismo strutturale che colpisce il 20% dell’elettorato, ma è il restante 30% di astensionismo “per scelta” a destare preoccupazione tra i partiti e gli analisti politici. I dati raccolti nel rapporto “Astensionismo: motivazioni di non voto e leve di partecipazione futura” delineano un quadro chiaro: la fuga dalle urne ha assunto un profilo culturale e sociale prima ancora che elettorale, con dubbi profondi sulla rappresentanza democratica, riporta Attuale.

Dal voto al non voto: l’elettore mobile è diventato assente

Negli ultimi dieci anni si è consumata una trasformazione silenziosa. Dal 2015 in poi, la curva dell’affluenza è scesa progressivamente e uniformemente. Il sondaggio rivela che oltre il 13% degli attuali astenuti aveva votato per il Movimento 5 Stelle come ultima scelta politica, un dato significativo considerando la narrazione identitaria e rivoluzionaria che caratterizzò l’avvio del M5S. Risulta anche rilevante il 4% proveniente da esperienze con l’estrema destra, suggerendo che il non voto si configuri oggi come un “partito ombra” capace di attrarre consensi da diverse aree.

Perché non votano? Sfiducia, disinformazione e assenza di credibilità

La fiducia nella politica è ormai svanita. Il 76% degli astenuti afferma chiaramente: non credono più nella politica, né nei politici. La restante parte si divide tra mancanza di informazione (10%) e poca chiarezza dei meccanismi elettorali. Il linguaggio istituzionale, spesso tecnico e distaccato, non riesce a comunicare con una fascia enorme di cittadini. Se il 30,7% non si informa affatto, la televisione rimane il principale canale informativo anche tra coloro che si sono disimpegnati dalla vita democratica. Seguono, ma con distacco, i giornali (17%) e i social media (13,1%), che si configurano anch’essi come spazi di confronto per ricostruire un legame con l’elettorato sconsolato.

Le leve del ritorno: ricambio, leader credibili e voglia di un nuovo partito

Il segnale più forte proviene da chi, pur non votando ora, non esclude di tornare alle urne a precise condizioni: il 17% richiede un ricambio della classe dirigente, un ulteriore 17% invoca leader più credibili, e l’11,8% auspica la creazione di un nuovo soggetto politico capace di rappresentare chi non si riconosce in alcuno degli attuali partiti. Questo desiderio di rappresentanza, quasi nostalgico, simbolizza un’interrogazione rivolta non solo ai partiti, ma anche a movimenti civici, media e istituzioni.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere