Belluno, 30 gennaio 2026 – La controversia riguardante un ragazzino di 11 anni abbandonato sotto la neve per 6 chilometri a causa di un “biglietto sbagliato” continua a generare polemiche. L’episodio, avvenuto martedì lungo la statale che collega Vodo di Cadore e San Vito, ha superato i confini della cronaca locale ed ha assunto rilevanza politica e giudiziaria. L’autista del bus è stato sospeso precauzionalmente dalla ‘Dolomiti Bus’, che ha avviato un’inchiesta interna, riporta Attuale.
La querela dei genitori: “Abbandono di minore”
I genitori del ragazzino hanno presentato una querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e il conducente del mezzo. L’11enne è tornato “a casa stremato”, secondo quanto riportato dai genitori. La loro rabbia si basa non solo sull’episodio in sé ma anche sulla presunta rigidità dell’operatore. Il ragazzo, pur non possedendo il costoso “biglietto olimpico” da 10 euro richiesto sulla tratta in vista dei Giochi, aveva con sé un carnet di biglietti ordinari da 2,50 euro.
I familiari sostengono che sarebbe stato sufficiente obliterare quattro biglietti per coprire la tariffa, evitando così di lasciare un bambino senza cellulare lungo la strada, incapace di avvisare nessuno per farsi venire a prendere.
La nonna del ragazzino: “Due chiamate di scuse ma noi andiamo avanti”
“Ho ricevuto due chiamate di scuse da parte dell’azienda di trasporti Dolomitibus, ma noi continueremo la nostra battaglia”, ha dichiarato l’avvocata Chiara Balbinot, nonna del giovane. L’incidente è avvenuto in una serata con temperature sotto zero, e la procura di Belluno è ora chiamata a indagare. “Esisteva un obbligo di custodia” ha aggiunto la nonna, evidenziando il rischio corso dal nipote durante il tragitto verso casa, dove ha impiegato novanta minuti a camminare sulla pista ciclabile.
I provvedimenti dell’azienda e le telecamere
Un aspetto che complica ulteriormente la situazione è che l’autista non è un dipendente diretto di Dolomiti Bus, ma lavora per la società veneziana ‘La Linea’, che ha ottenuto il servizio in subaffidamento. Questa è la stessa azienda coinvolta nell’incidente del 3 ottobre 2023 a Mestre, dove un bus è precipitato da un cavalcavia, causando 21 vittime. Dolomiti Bus ha espresso “sollievo apprendendo che il ragazzino sta bene” ma ha richiesto chiarimenti alla ditta appaltatrice. “Il conducente interessato è stato prudenzialmente sospeso dal servizio”, hanno fatto sapere le aziende, specificando che le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza saranno fondamentali per fare chiarezza sulla vicenda.
La bufera politica: “Intervenga il Ministro”
Questo episodio ha scatenato durissime reazioni a livello istituzionale. Il presidente della Provincia, Roberto Padrin, ha sottolineato che “se confermata la versione della famiglia, si tratta di un fatto di estrema gravità”. Anche il senatore di FdI Luca De Carlo ha richiesto chiarezza quanto prima. Sull’altro fronte, l’opposizione grida allo scandalo: Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi Sinistra) ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, affermando: “È disumano e pericoloso. Le politiche legate alle Olimpiadi non possono compromettere la sicurezza delle persone”.
Il consigliere regionale del PD Alessandro Del Bianco ha definito l’incidente un “fallimento politico della gestione trasporti in vista delle Olimpiadi”. Anche la Rete degli Studenti ha denunciato la situazione, affermando che i costi sono eccessivi e che sembra che i cittadini debbano pagare il prezzo delle Olimpiadi con aumenti e biglietti speciali. I sindacati degli autoferrotranvieri (Fit Cisl) attendono i risultati delle indagini, ma ribadiscono un principio fondamentale: “Non si lascia a terra un ragazzino”.