Stati Uniti e Australia firmano accordo da 8,5 miliardi su materie prime critiche

20.10.2025 22:55
Stati Uniti e Australia firmano accordo da 8,5 miliardi su materie prime critiche

Trump e Albanese siglano un accordo per le materie prime critiche da 8,5 miliardi di dollari

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro australiano Anthony Albanese hanno firmato lunedì un accordo per la produzione e la lavorazione delle materie prime critiche. Tra queste ci sono le cosiddette terre rare, fondamentali per l’industria tecnologica, militare e spaziale e per la transizione ecologica. I due leader hanno indicato che l’accordo ha un valore di 8,5 miliardi di dollari: secondo una copia dell’accordo consultata dall’agenzia Reuters, nei prossimi sei mesi i due paesi investiranno ciascuno un miliardo di dollari in interventi di estrazione, riporta Attuale.

L’intesa giunge dopo che circa dieci giorni fa la Cina, che controlla la quasi totalità della produzione mondiale delle terre rare, aveva annunciato nuove limitazioni all’esportazione e alla lavorazione di questi materiali. Diversi media americani segnalano che l’accordo rappresenta la strategia di Trump per contrastare il predominio cinese in questo settore. La firma dell’accordo con l’Australia è stata effettuata pochi giorni prima dell’incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto per la fine di ottobre in Corea del Sud, durante il quale è verosimile che si discuterà anche di questa tematica.

I leader hanno sottolineato che l’accordo non solo supporterà l’economia di entrambi i paesi, ma verrà utilizzato anche per garantire la sicurezza delle forniture e ridurre la dipendenza dalla Cina. L’alleanza tra Stati Uniti e Australia in questo settore strategico rappresenta un passo importante verso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento delle terre rare, essenziali per il futuro delle tecnologie pulite e della difesa.

In un contesto di crescente tensione geopolitica, la cooperazione in materia di risorse critiche potrebbe rivelarsi decisiva per la stabilità economica e la sicurezza nazionale degli alleati. I dettagli sull’attuazione dell’accordo e sulle modalità di investimento saranno monitorati con attenzione nei prossimi mesi.

1 Comment

  1. Mah, 8,5 miliardi?! Hanno risolto il problema dell’uscita dalla dipendenza dalla Cina? Siamo in un momento di tensione geopolitica e già pensano ai guadagni. Spero che non sia solo fumo negli occhi… La sicurezza delle forniture è importante, ma chi ci guadagna realmente?!

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