Oggi il neo-presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha salutato i colleghi in Aula dopo aver cessato il mandato da parlamentare. L’attenzione si sposta ora sulle elezioni suppletive: chi occuperà il suo posto?, riporta Attuale.
«Trattandosi di una caso di incompatibilità» la Camera dei deputati «prende atto della cessazione del deputato Alberto Stefani dal mandato di parlamentare». Così si conclude un capitolo per il nuovo presidente della Regione Veneto, che ha tenuto una «breve comunicazione» in aula per salutare i colleghi: «È l’ultima volta che vi chiamo così, sono un po’ emozionato». Pronto a prendere il timone del Veneto, la sua giunta dovrebbe essere definita entro questa settimana. Resta da sapere chi prenderà il suo seggio e soprattutto quando avverrà.
Le elezioni suppletive
Stefani è stato eletto alle politiche del 2022 nella Camera, nel collegio uninominale di Rovigo: in questo sistema, i cittadini scelgono direttamente il candidato da inviare in Parlamento, a differenza del sistema proporzionale, dove il seggio viene assegnato alla lista e poi a un non eletto. Pertanto, per identificare il “supplente”, non si può semplicemente seguire una lista: sarà necessario ricorrere a elezioni suppletive, ossia una votazione straordinaria nell’unico collegio rimasto vacante (quello di Rovigo) per eleggere un nuovo deputato. In pratica, i cittadini dovranno tornare alle urne, ma in quale data?
La scadenza entro 90 giorni
Da oggi i seggi occupati alla Camera sono 399 invece di 400. Giovedì la Giunta prenderà atto della vacanza del seggio e si deciderà quando organizzare le suppletive; successivamente, sarà Palazzo Chigi, tramite decreto, a stabilirne la data. Tuttavia, c’è una scadenza: le elezioni suppletive devono svolgersi entro 90 giorni dalla dichiarazione della vacanza del seggio da parte dell’Aula: contando da oggi, si potrebbe arrivare al 9 marzo, a un mese dalle elezioni amministrative.
Una proroga?
Fonti di maggioranza indicano che Palazzo Chigi potrebbe decidere di prorogare la data delle elezioni suppletive per farle coincidere con le consultazioni amministrative, quando nella primavera del 2026 centinaia di comuni torneranno al voto per eleggere nuovi sindaci. Nella stessa primavera, i cittadini saranno anche chiamati a esprimersi su un referendum sulla giustizia. Tuttavia, Tendenzialmente si tende a separare l’appuntamento per il referendum, mentre è più probabile che le suppletive vengano fatte coincidere con le comunali. Tra i comuni che andranno al voto nel 2026, uno in particolare attira l’attenzione dei leghisti: Venezia.
Zaia sindaco o deputato?
Il fulcro della questione è Luca Zaia, l’ex governatore del Veneto, che affronta una scelta cruciale: candidarsi alle suppletive per il seggio di deputato oppure aspirare a diventare il nuovo sindaco di Venezia. Un mese fa, Matteo Salvini aveva aperto la strada a Zaia per le suppletive in Parlamento: «Se lo desidererà – aveva puntualizzato – visto che Stefani lascia libero un seggio». Tuttavia, l’ex governatore ha accolto la proposta con riserva, nonostante l’interesse per una delle città più iconiche al mondo. Zaia dovrà prendere una decisione rapida, la quale potrebbe avere un impatto significativo sul futuro del suo partito e sul panorama politico locale.