Strage di Crans-Montana, il bilancio delle vittime sale a 41 dopo la morte di un altro ragazzo

01.02.2026 14:45
Strage di Crans-Montana, il bilancio delle vittime sale a 41 dopo la morte di un altro ragazzo

Roma, 1 febbraio 2026 – Si allunga l’elenco delle vittime della strage di Crans-Montana: un ragazzo rimasto ferito nel devastante incendio del bar Constellation la notte di Capodanno è morto in ospedale a causa delle ferite riportate. Si tratta di un 18enne svizzero, come riporta l’agenzia elvetica Ats secondo cui il giovane, ricoverato a Zurigo, è deceduto sabato. A confermare la notizia anche la procura cantonale del Vallese. Il bilancio delle vittime sale così a 41 e quello dei feriti a 115, riporta Attuale.

Le indagini

Intanto prosegue l’inchiesta per accertare le reali responsabilità dei gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, e resta la tensione con il governo italiano che ha richiamato l’ambasciatore elvetico in Italia dopo il pagamento della cauzione e la scarcerazione di Moretti. “Non c’è alcun incidente diplomatico con la Svizzera – ha ribadito più volte il ministro degli Esteri Antonio Tajani –. Soltanto pretendiamo che si faccia giustizia”. E l’Italia “ha chiesto anche indagini congiunte perché ci sono morti e feriti italiani, non è una questione secondaria per noi”.

La procura di Sion, che sta indagando sulla strage di Capodanno, si sta concentrando ora sulle responsabilità del Municipio della stazione sciistica coinvolgendo anche due funzionari pubblici: Christophe Balet, responsabile del servizio di sicurezza pubblica del Comune e il suo predecessore Ken Jacquemoud.

Un mese dalla tragedia

A un mese dalla tragedia resta un dolore atroce, soprattutto per chi ha perso un figlio, ma anche per chi segue il calvario di un ferito in ospedale. La prima fase è una sorta di “limbo, quel caos dove le cose non funzionano più e le persone hanno bisogno di risposte, oltre che di uno spazio che possa contenere le sofferenze”, spiega Ivan Giacomel, vicepresidente della Sipem Lombardia (Società italiana psicologia dell’emergenza) che ha seguito in prima persona alcuni interventi per Crans-Montana. “Noi accompagniamo le persone fino a quel punto. Il primo pensiero va sempre a quelle famiglie che stanno affrontando un lutto, fra i peggiori ai quali un essere umano possa andare incontro, perché innaturale. La morte è sempre traumatica, ma alcune morti sono più facili da accettare. Ho parlato con persone che per una decina di giorni hanno fatto fatica a dormire perché ogni volta che chiudevano gli occhi rivedevano quello che era accaduto. Sono esperienze talmente intime, angoscianti e di dolore che davvero non ci sono parole. Esserci, però, è la cosa fondamentale. Esserci tutti, come comunità”, conclude Giacomel.

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