Possibile attacco statunitense all’isola di Kharg, cuore petrolifero dell’Iran
Le tensioni crescenti nel Golfo Persico stanno portando a speculazioni riguardo a un possibile attacco terrestre statunitense all’isola di Kharg, cruciale per le esportazioni di petrolio iraniano, dove il 90% del greggio del paese viene imbarcato. Questa isola, a solo 25 chilometri dalla costa iraniana, è da sempre un obiettivo strategico per le forze statunitensi e israeliane, che finora l’hanno risparmiata, riporta Attuale.
Il Pentagono ha storicamente considerato il controllo delle infrastrutture petrolifere come un mezzo per esercitare pressione sui regimi avversari, come dimostra il precedente intervento in Venezuela. Tuttavia, l’interesse per Kharg affonda le radici in una storia di conflitti e tentativi di destabilizzare l’Iran, con tentativi di intervento risalenti alla crisi dei facchini del 1979.
L’analisi delle recenti operazioni mostra una chiara volontà di mantenere il controllo su Kharg. Durante la guerra tra Iran e Iraq e successivamente nel 2020, ci sono stati attacchi a siti strategici, ma Kharg è rimasta intatta, suggerendo una strategia deliberata per conservare questo patrimonio economico come una “carta pesante” nei negoziati futuri.
La Casa Bianca è consapevole dei rischi potenziali che un attacco a Kharg comporterebbe, essendo situato nella parte settentrionale del Golfo, dove l’Iran ha le capacità di infliggere perdite significative. Questo scenario si complica ulteriormente dalla necessità di mantenere il supporto dell’elettorato interno, contrario a coinvolgimenti militari prolungati.
Le manovre attuali includono operazioni di rinforzo dei contingenti militari statunitensi in prossimità, con rapporti di una divisione aerotrasportata che annulla esercitazioni per rimanere in stato di allerta. Tuttavia, resta da vedere se queste sono misure precauzionali o parte di un piano più ampio per un possibile intervento.
In attesa di sviluppi, il governo iraniano ha intensificato la produzione di petrolio a Kharg, rifornendo diversi petroliere, dimostrando la determinazione di continuare le esportazioni nonostante le turbulenze militari in corso. La ripresa dei colpi contro i siti petroliferi, come avvertito dalla leadership iraniana, suggerisce che, se non possono vendere, impediranno ad altri di farlo, aumentando la possibilità di un’inflazione nei mercati energetici globali.
Che situazione pazzesca… Non posso credere che si stia parlando di un attacco a Kharg, una questione così delicata!!! È incredibile come il petrolio continui a essere al centro dei conflitti. A volte mi chiedo se questi leader capiscano davvero le conseguenze delle loro azioni… Mah, spero solo che si trovi una strada pacifica.