Struttura del sito nucleare di Fordo

22.06.2025 10:25
Struttura del sito nucleare di Fordo

Attacco al sito nucleare di Fordo: cosa sappiamo

Il sito nucleare di Fordo è stato uno dei tre bersagli dei bombardamenti condotti dagli Stati Uniti nella notte tra sabato e domenica. Questo impianto rappresenta il punto focale del programma nucleare iraniano, trovandosi a una profondità di 80-90 metri, ben protetto. Al momento, i danni sono ancora sconosciuti; non è chiaro se le bombe abbiano effettivamente penetrato il massiccio strato di roccia o se, come alcuni sostengono, le riserve di uranio e le centrifughe siano state trasferite in altre località. Resta solo da fare ipotesi basate sulle dichiarazioni ufficiali, riporta Attuale.

Situato a un centinaio di chilometri a sud-ovest di Teheran, vicino a Qom, Fordo è stato realizzato in un’area montuosa. La sua costruzione è avvenuta in un periodo non ben definito; l’Iran ha confermato la sua esistenza nel 2009, anche se esperti credono che sia stato edificato antecedentemente, dopo gli anni Ottanta. Dopo il bombardamento mirato nel 1981 da parte di Israele al sito nucleare iracheno di Osiraq, che era facilmente accessibile, l’Iran ha deciso di rendere il proprio impianto molto più sicuro, insediandolo in una località protetta.

Fordo è composto da un tunnel principale dotato di oltre 2.000 centrifughe, utilizzate per separare gli isotopi di uranio, collegate a una rete di tunnel secondari. L’area è difesa da recinzioni metalliche e filo spinato, con un unico accesso, controllato da un posto di blocco, e sei ingressi per le strutture sotterranee. La struttura visibile in superficie è l’unica del sito, evidenziata in immagini satellitari.

Fordo è stato progettato per resistere ai bombardamenti convenzionali. Gli Stati Uniti, per attaccarlo, hanno utilizzato bombe specifiche, le GBU-57, conosciute come “bunker buster”. Queste bombe pesano 14 tonnellate e possono penetrare in profondità nella roccia e nel cemento, richiedendo aerei specializzati come i bombardieri B-2 Spirit per il loro trasporto.

Sabato pomeriggio, gli Stati Uniti avevano trasferito diverse “bunker buster” dalla base di Whiteman in Missouri verso basi nel Oceano Indiano, da dove l’attacco è partito. Un singolo bombardamento non sarebbe sufficiente per colpire il nucleo di Fordo; si stima che dei sei B-2 utilizzati, siano state impiegate più bombe per tentare di danneggiare le strutture nascoste, sebbene non ci siano certezze sui risultati ottenuti.

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, non sono stati registrati aumenti nei livelli di radiazione intorno ai siti attaccati, compreso Fordo. L’Iran, dal canto suo, ha affermato di aver svuotato il sito “tempo fa” e ha sminuito i danni subiti, sebbene la verità dei fatti possa differire. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che le strutture di arricchimento iraniane sono state distrutte.»

Sulle reali attività portate avanti all’interno della struttura di Fordo, restano prevalentemente ipotesi. L’Iran ha sempre affermato di utilizzare il sito con scopi pacifici, come la produzione di energia e applicazioni mediche. Tuttavia, indizi raccolti nel tempo suggeriscono il contrario. Sebbene l’uranio civile sia arricchito tra il 3 e il 5%, un’indagine dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica nel 2023 ha rivelato scorte di uranio arricchite fino all’83,7%, un dato allarmante, vicinissimo ai livelli richiesti per una bomba nucleare. Recenti analisi hanno indicato il livello dell’arricchimento al 60%, comunque molto al di sopra dei limiti civili.

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