Studente accoltellato a Roma, psicologo: “Insegnanti migliori nelle scuole difficili devono essere pagati il doppio”

18.01.2026 03:25
Studente accoltellato a Roma, psicologo: “Insegnanti migliori nelle scuole difficili devono essere pagati il doppio”

Riforma scolastica: psicologo invita a cambiare radicalmente l’istruzione per prevenire la violenza

Roma, 18 gennaio 2026 – L’educatore Dario Ianes ha proposto una riforma radicale del sistema scolastico italiano per combattere la crescente violenza nelle scuole. In un intervento deciso, ha suggerito di concentrare i migliori insegnanti negli istituti a rischio e di ridistribuire le risorse, affermando che il modello attuale di separazione socio-economica non è efficace. “Ho visto anche i professori piangere”, ha dichiarato, coinvolgendo il pubblico in una riflessione necessaria sul futuro dell’istruzione, riporta Attuale.

Ianes, psicologo dell’educazione e condirettore del Centro Studi Erickson, ha messo in luce che le scuole professionali e tecniche, raggruppando studenti con gravi forme di disagio, si configurano come “incubatori” di frustrazione, dove la violenza si sfoga tra i compagni piuttosto che contro un potere percepito. Secondo Ianes, la vera causa del problema non è da ricercare nei social media, ma in un “serbatoio di rabbia e solitudine” che affligge i giovani.

Riguardo all’uso dei metal detector per garantire la sicurezza, il suo parere è netto. “Chi è arrabbiato e non ha un coltello trova sempre il modo di fare danni”, ha affermato, sottolineando l’importanza di prevenire la violenza attraverso una migliore comprensione delle relazioni. “Punire non serve, occorre fare prevenzione sulle relazioni per capire che la rabbia può essere trasformata”, ha insistito.

La necessità di un cambiamento radicale nella pedagogia scolastica è stata evidenziata da esperienze dirette. Ianes ha raccontato l’aneddoto di una professoressa che, trovandosi di fronte a una studentessa in lacrime, ha preferito allontanarsi piuttosto che affrontare la situazione, un segnale allarmante della fragilità del corpo docente di fronte al disagio giovanile. “Nella secondaria di secondo grado ci sono bombe di violenza pronte a esplodere”, ha avvertito, evocando le tensioni sociali delle banlieue parigine.

Infine, Ianes ha richiamato l’attenzione sulla situazione familiare attuale, in cui molte famiglie con un solo stipendio vivono in condizioni di povertà, impedendo ai genitori di prestare la dovuta attenzione ai figli. “Nessuno ha il tempo e il coraggio di occuparsi del disagio di un bambino”, ha concluso, proponendo una scuola inclusiva come risposta a una crisi ben più profonda, radicata nella società. Le sue parole rappresentano un appello necessario a ripensare le politiche educative italiane in un contesto di crescente violenza e isolamento sociale.

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