Successo del progetto pilota IPEPAC a Sancti Spíritus: valorizzare scarti ittici per l’acquacoltura cubana

26.10.2025 13:15
Successo del progetto pilota IPEPAC a Sancti Spíritus: valorizzare scarti ittici per l'acquacoltura cubana

Progetto in Cuba Sfrutta Scarti del Pesce per Sostenere l’Acquacoltura

FIRENZE – Un’importante inziativa a Sancti Spíritus ha come obiettivo la valorizzazione degli scarti derivanti dalla lavorazione del pesce, trasformandoli in risorse preziose per la produzione di mangimi. Questa operazione, condotta dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze in collaborazione con il Ministero dell’Industria Alimentare di Cuba (MINAL) e il Grupo Empresarial de la Industria Agroalimentaria (GEIA), segna un traguardo significativo per migliorare l’efficienza della filiera dell’acquacoltura cubana, soprattutto in un contesto caratterizzato da sfide come l’embargo e la scarsità di materie prime, riporta Attuale.

Finanziato dalla Cooperazione italiana attraverso il MAECI e l’AICS, il progetto IPEPAC (Incremento della Produttività e dell’Efficienza dei Processi di Elaborazione Agroindustriale a Cuba) ha sviluppato macchinari capaci di lavorare fino a 10 tonnellate di scarti di pesce al giorno, inclusi teste, pelli, lische, code e visceri. Questi vengono trasformati in insilati tramite acidificazione e mescolati con farine per nutrire gli animali, contribuendo così a una produzione sostenibile.

Il modello, basato sui principi dell’economia circolare, potrà essere replicato in altre regioni dell’isola, soddisfacendo così le necessità proteiche e lipidiche essenziali per la salute dei pesci. Questo approccio avvantaggerà anche la popolazione cubana, garantendo una maggiore disponibilità di prodotto sul mercato.

Un evento pubblico si terrà il 28 ottobre presso l’Hotel Plaza di Sancti Spíritus per condividere i risultati raggiunti dal progetto, avviato nel 2019 con il GEIA. Questo incontro rappresenta un’opportunità per promuovere il modello come esperienza pilota nel settore della pesca d’acqua dolce e marina.

Il direttore cubano del progetto, Armando Guerra Borrás, sottolinea l’importanza di creare una rete locale di risorse per garantire l’autosufficienza dell’acquacoltura in Cuba. “Trasformare sottoprodotti in mangimi non solo riduce l’impatto ambientale, ma anche la dipendenza da materie prime importate”, afferma.

La docente del DAGRI e coordinatrice del progetto, Giuliana Parisi, evidenzia le potenzialità dell’acquacoltura in Cuba, prospettando che in futuro anche l’acquacoltura di acqua salata potrebbe espandersi. “È fondamentale replicare il progetto in altre aree per aumentare la disponibilità di prodotti alimentari sani e sostenibili”, afferma.

Infine, Francesco Garbati, ricercatore del DAGRI, rimarca l’aspetto innovativo del progetto e la preparazione dei tecnici cubani, i quali hanno affrontato con competenza le sfide tecniche presentate, dimostrando padronanza delle tecnologie adottate.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere