Taiwan elimina le restrizioni sulle importazioni di cibo dal Giappone in segno di solidarietà politica
Dopo oltre dieci anni, Taiwan ha annunciato la rimozione delle restrizioni alle importazioni di cibo dal Giappone, in vigore dal 2011 a seguito dell’incidente nucleare di Fukushima. Subito dopo la decisione, i social media taiwanesi si sono riempiti di foto di persone che gustano pesce giapponese e fanno acquisti in supermercati nipponici, esprimendo la loro vicinanza al Giappone, riporta Attuale.
Le motivazioni alla base di questa scelta sono fortemente politiche: il governo taiwanese e i cittadini desiderano dimostrare gratitudine e appoggio al Giappone, che recentemente ha affrontato dure conseguenze da parte della Cina a seguito dell’intervento della prima ministra Sanae Takaichi a favore di Taiwan nella disputa sulla sovranità dell’isola. In particolare, Takaichi ha affermato in Parlamento che qualora la Cina dovesse invadere Taiwan, il Giappone prenderebbe in considerazione una risposta militare.
Taiwan si autogoverna in modo democratico, ma la Cina la reclama come parte del suo territorio e ha minacciato più volte di invaderla. Effettua frequenti esercitazioni militari attorno alle coste di Taiwan e sta sperimentando un sistema di pontili mobili in preparazione di un’eventuale invasione. Negli ultimi tempi, il presidente cinese Xi Jinping ha intensificato la pressione sull’isola e sui suoi alleati, sostenuta da una forte propaganda interna. Recentemente, durante una lunga conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Xi Jinping ha sottolineato che il controllo su Taiwan è un elemento essenziale per «l’ordine internazionale».
La risposta dei cittadini taiwanesi è stata massiccia, sostenuta da un forte sentimento anticinese. La scorsa settimana, il presidente Lai Ching-te, noto per le sue posizioni critiche verso l’interferenza cinese, ha pubblicato un video in cui mangia sushi preparato con capesante della regione giapponese di Hokkaido e ricciola di Kagoshima, invitando la popolazione a fare lo stesso. Due giorni dopo, il ministero degli Esteri taiwanese ha emesso un simile appello, lodando birra e capesante giapponesi. Altri politici taiwanesi sono stati ripresi mentre facevano acquisti in Lopia, una catena di supermercati nipponici presente anche a Taiwan.
In risposta alle tensioni, la Cina ha sconsigliato ai propri cittadini di recarsi in Giappone, con l’intento di danneggiare l’industria turistica giapponese, dato che nel 2025 quasi un quarto dei turisti che hanno visitato il Giappone erano cinesi. Iniziative simboliche sono state intraprese da alcuni politici taiwanesi: a Hsinchu, un ex consigliere regionale ha promesso di donare l’equivalente di 100 euro a chiunque desiderasse recarsi in Giappone. Una parlamentare del partito Progressista Democratico ha esortato la divisione taiwanese della China Airlines a offrire voucher di viaggio per il Giappone.
Inoltre, un’altra politica ha distribuito barrette di cioccolato in edizione limitata dall’azienda taiwanese I-Mei Foods, raffiguranti il volto della prima ministra giapponese Takaichi e ringraziando il Giappone per il sostegno. Un rappresentante dell’azienda ha dichiarato che le barrette sono state commissionate dopo l’elezione di Takaichi, ma è in discussione l’incremento della produzione a fronte dell’alto numero di richieste ricevute.