Tajani a Stoccarda per rafforzare l’alleanza con la Germania sul futuro dell’Europa

21.02.2026 05:36
Tajani a Stoccarda per rafforzare l'alleanza con la Germania sul futuro dell'Europa

Tajani rafforza i legami con la Germania durante il congresso Cdu a Stoccarda

Mentre i riflettori della politica internazionale sono ancora puntati sulla missione lampo a Washington, il vicepremier Antonio Tajani è atterrato ieri a Stoccarda portando con sé il peso di una leadership che oggi, all’interno del Partito popolare europeo, parla una lingua comune: quella del pragmatismo e della stabilità, riporta Attuale.

Seduto tra i grandi del partito, a fianco di Angela Merkel, al 38º Congresso della Cdu, il ministro degli Esteri non è un ospite di circostanza. Semmai è l’architetto di un’intesa fra Forza Italia e l’Unione cristiano-democratica che punta a trasformare l’asse Roma-Berlino nel motore immobile delle riforme di Bruxelles. L’alleanza con il Cancelliere Friedrich Merz, in un momento di profonda ridefinizione degli equilibri continentali, delinea il profilo di un Ppe a traino Forza Italia-Cdu, che intende proporsi come l’unico argine alla frammentazione e l’unico motore per la crescita industriale. La sintonia è totale sui dossier più scottanti: dalla difesa comune alla revisione delle politiche industriali, dal Green Deal alla competitività europea.

“Al congresso Cdu a Stoccarda ho incontrato l’amico ministro degli Esteri Johann Wadephul. Abbiamo fatto il punto sul Board of Peace. Italia e Germania sono legate dal comune impegno per la ricostruzione e l’assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza e per la pace e stabilità del Medio Oriente. Abbiamo coordinato le nostre posizioni europee, siamo legati da una comune visione. Vogliamo rafforzare la competitività della Ue per renderla un pilastro sempre più forte e credibile dell’Alleanza Atlantica e per rendere l’Europa protagonista incisiva dell’azione internazionale sulle crisi in corso. Il discorso di Merz mi è sembrato molto profondo e concreto, e ribadisce l’importanza delle relazioni transatlantiche”, ha dichiarato Tajani.

L’intesa con la Germania, sottolineano i più informati, soprattutto da quando è entrato in carica Merz, non è frutto del caso. Tajani ha iniziato a tessere rapporti con Merz fin dalla sua elezione alla guida dei cristiano-democratici nel gennaio 2022. E una volta diventato ministro degli Esteri, fu proprio Tajani, grazie anche alla sua gravitas all’interno del Ppe, a far avvicinare Meloni e Merz.

Gli applausi incassati dal segretario azzurro, così come le parole del Cancelliere tedesco, sono forieri del rafforzamento di questo asse. Occorrerà ora tradurre le dichiarazioni d’intenti in atti concreti sui tavoli di Bruxelles, dove le divergenze fra i rispettivi sistemi-Paese tendono spesso a riemergere dietro la cortina della comune appartenenza alla famiglia europea. Un atto concreto in tal senso è sicuramente il documento a firma comune che riguarda la politica dell’industria dell’automotive, col quale i due Paesi provano a rilanciare su burocrazia e competitività, proponendo un nuovo manifesto politico per l’intera Unione europea. Infine, tema caldo resta quello della sicurezza e della difesa: “L’Europa deve essere il principale alleato degli Usa, ma deve camminare con le proprie gambe, spendendo di più per sicurezza e difesa. Dobbiamo rinforzare il secondo pilastro della Nato per essere alleati che contano e per costruire un’Europa che sappia essere protagonista nel mondo”, ha concluso Tajani.

Antonio Petrucci

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