Crisi in Iran: il governo italiano intensifica le misure di sicurezza
ROMA – Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha partecipato ieri, 14 gennaio, a una riunione presso la Farnesina con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran, gli ambasciatori italiani dell’area, rappresentanti del comparto Difesa e dell’intelligence, per discutere della crisi in Iran, riporta Attuale.
Durante l’incontro, è stata analizzata la situazione dei cittadini italiani presenti in Iran e nei Paesi del Golfo, considerati potenziali obiettivi per eventuali azioni militari in caso di un aumento delle tensioni. La Farnesina ha ribadito con fermezza l’invito ai circa 600 italiani in Iran, prevalentemente a Teheran, a lasciare il Paese.
Le autorità italiane stanno monitorando attivamente la situazione, con un particolare focus sui cittadini in transito. Oltre 900 membri delle Forze Armate italiane sono dislocati nella regione, con circa 500 in Iraq e 400 in Kuwait, dove sono state implementate misure precauzionali per proteggere il personale militare.
Il ministro Tajani ha sottolineato che la sicurezza dei connazionali rimane una priorità assoluta, e ha evidenziato la necessità di un monitoraggio costante della situazione di sicurezza regionale, anche attraverso il coordinamento con le sedi diplomatiche e i partner internazionali.
La riunione ha consentito anche di valutare gli sviluppi interni in Iran, che destano notevole preoccupazione. In questo contesto, il governo italiano ha ribadito la sua condanna della violenta repressione delle manifestazioni e delle gravi violazioni dei diritti umani.
L’Italia continuerà a lavorare a stretto contatto con i partner dell’Unione Europea, della NATO e del G7, contribuendo agli sforzi della comunità internazionale per la de-escalation, la protezione dei diritti umani e la promozione della stabilità e della sicurezza nella regione.