Tajani e Conte si scontrano al Senato su Trump e la politica estera italiana

02.03.2026 17:45
Tajani e Conte si scontrano al Senato su Trump e la politica estera italiana

Scintille tra i ministri Tajani e Conte in Parlamento

Roma, 2 marzo 2026 – Scintille durante l’informativa urgente dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nella regione del Golfo Persico. Il clima a Palazzo Madama si è surriscaldato nelle repliche alle domande dei parlamentari e, in particolare, con Giuseppe Conte. Quando il leader del M5s ha chiesto provocatoriamente “il Tricolore dove lo avete dimenticato?”, Tajani ha risposto piccato: “Quanto al Tricolore, onorevole Conte, a me Trump non mi ha mai chiamato Toni, a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto particolare ce lo aveva lei…”. Parole che hanno fatto scaldare l’ex premier che è intervenuto, gridando, mentre si sono levati una serie di “vergogna”. Ma Tajani con tono perentorio ha controreplicato: “Io non mi vergogno di niente, di cosa mi devo vergognare, me lo venga a dire…”., riporta Attuale.

A questo punto i 5 stelle hanno ricordato a Tajani il cappellino dei Maga con cui è stato fotografato. “Era un regalo, ma io non sono mai andato in ginocchio da Merkel, ci è andato lei sottobanco…”, ha risposto a tono il capo della Farnesina mentre si levavano urla di protesta dalle opposizioni e applausi da quelli della maggioranza. “Ma perché è così nervoso? – ha chiesto Tajani ancora rivolto a Conte –. Io capisco le difficoltà… la verità fa molto male…”.

Dopo alcuni minuti la presidente Stefania Craxi è riuscita a ripristinare l’ordine con Tajani che ha ripreso la parola. “Non ho mai parlato di soldati italiani che si sono nascosti, è il contrario del mio modo di pensare, non l’ho mai detto, è falso, ho detto che erano al sicuro…”, ha replicato ancora il ministro, sempre rispondendo ad alcuni interventi delle opposizioni.

Un breve secondo round del ‘botta e risposta’ è arrivato poco dopo. Conte ha puntualizzato: “Ministro Tajani, non è mai una questione personale. Quando lei si offende perché Trump non la ha mai chiamata Toni il problema è politico, il problema è che non vi chiama proprio, vi chiama solo per firmare accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano…”. Immediata la replica del ministro degli Esteri. “Come è andato lei con il cappello in mano dai cinesi per l’accordo sulla via della seta…”, ha detto Tajani.

1 Comment

  1. Ma che confusione! Sembra che in Parlamento non si parli mai del vero, tutti a scannarsi come galli nel pollaio. Eppure, le questioni di politica estera dovrebbero essere affrontate con serietà, non con battutine. Questo è il nostro futuro, eppure li vedo sempre a litigare… incredibile!

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