Roma, 9 settembre 2025 – La manovra “non correttiva” della spesa presentata dal Ministro Giancarlo Giorgetti ha suscitato l’interesse di partiti e leader di maggioranza. A poche ore dall’annuncio del responsabile dell’Economia, il vicepremier Antonio Tajani ha lanciato una proposta attrattiva: la detassazione delle tredicesime, riporta Attuale.
Questa idea si aggiunge ad altre iniziative fiscali in discussione da mesi, che variano dal taglio dell’Irpef per i redditi medi alla flat tax per straordinari e lavoro festivo, fino alla nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. Tuttavia, tali soluzioni comportano costi e nelle prossime settimane dovranno affrontare l’aumento delle spese per la difesa, un elemento cruciale che sarà al centro del dibattito parlamentare a partire da mercoledì.
La manovra per le famiglie
Secondo Giorgetti, la prossima legge di Bilancio non prevede una nuova stretta economica. L’approccio “serio e responsabile” adottato dal Ministero dell’Economia sta dando risultati concreti, sia in termini di apprezzamento da parte dei mercati che di consenso politico. Gli interventi specifici devono ancora essere definiti, ma si prevede la continuazione di ulteriori interventi fiscali “significativi” a favore delle famiglie. Un punto focale della discussione rimane la riduzione dell’Irpef per i redditi medi, con l’obiettivo di portare l’aliquota intermedia dal 35% al 33% e di ampliare lo scaglione ai redditi fino a 60mila euro. Il costo totale di questa operazione è stimato intorno ai 4 miliardi, con risparmi annuali per i contribuenti nella fascia di reddito 28.000–60.000 euro compresi tra circa 40 e 1.440 euro.
Tajani e la detassazione delle tredicesime
Antonio Tajani, leader di Forza Italia, propone di andare oltre, affermando che “la manovra non sarà correttiva come afferma Giorgetti, ma orientata alla crescita”. Una delle proposte include la detassazione della tredicesima, che potrebbe rivelarsi una soluzione d’impatto. Tajani sottolinea che “la soluzione non si chiama reddito di cittadinanza né salario minimo, ma detassazione degli straordinari, dei festivi, e dei premi di produzione”. Tuttavia, la detassazione delle tredicesime comporterebbe un costo assoluto di 14,5 miliardi di euro, rendendo necessaria una valutazione su uno sconto parziale per i redditi medio-bassi.
L’incognita della difesa
Il tema delle spese per la difesa torna a emergere: domani la Camera voterà sulle mozioni relative, presentate all’inizio dell’estate da M5s, Avs, Iv e Az. Si attende anche una mozione da parte dei Dem. Secondo fonti di centrodestra, non è previsto l’arrivo di alcuna mozione dall’attuale maggioranza. Le implicazioni finanziarie di questo passaggio saranno oggetto di discussione.
Il Ministro Giorgetti ha evidenziato che l’aumento delle spese per la difesa “implica una maggiore pressione sui conti pubblici”, che deve essere valutata attentamente. Ha anche sottolineato che l’impegno internazionale deve essere accompagnato da uno sforzo significativo dell’industria della difesa nazionale, evidenziando così la necessità di un’iniziativa proattiva da parte delle società partecipate dallo Stato.