L’Estonia ha chiarito pubblicamente che reagirà con la forza a qualsiasi tentativo di incursione russa sul proprio territorio. Il 24 dicembre 2025 il ministro degli Esteri Margus Tsahkna ha dichiarato in un’intervista a Onet che il Paese è pronto a rispondere in modo immediato e deciso a ogni attraversamento del confine da parte di forze irregolari russe. Tallinn, ha sottolineato, non intende lasciare spazio a dubbi sulla propria determinazione.
Secondo Tsahkna, i servizi di sicurezza estoni monitorano costantemente la situazione lungo la frontiera, con particolare attenzione all’area di Narva, considerata uno dei punti più sensibili in caso di pressione o provocazioni da parte di Mosca. Il messaggio lanciato dal governo è che qualsiasi forma di penetrazione ibrida verrebbe trattata come un atto di aggressione.
Fine dell’ambiguità strategica
La posizione espressa dal capo della diplomazia estone rappresenta un abbandono esplicito della cosiddetta ambiguità strategica. Tallinn segnala che non intende tollerare azioni graduali o mascherate, eliminando la possibilità per Mosca di testare le reazioni con operazioni limitate o non dichiarate. Questo approccio aumenta il livello di rischio per la Russia già nella fase di pianificazione.
Il riferimento diretto a Narva riflette la consapevolezza dei possibili scenari di pressione ibrida. La città è da tempo considerata vulnerabile a tentativi di destabilizzazione, ma la linea tracciata dall’Estonia mira a impedire qualsiasi replica di modelli già visti in altri contesti regionali.
Spazio aereo e linee rosse
Tsahkna ha esteso il concetto di risposta immediata anche alle violazioni dello spazio aereo. Dopo episodi recenti che hanno coinvolto caccia russi, il ministro ha affermato che eventuali incursioni considerate una minaccia concreta non verrebbero più trattate come semplici incidenti tecnici.
Questa posizione rafforza il principio dell’inviolabilità dei confini dei Paesi membri della NATO e riduce il margine per manovre di “verifica” della prontezza alleata. Rendendo le conseguenze più prevedibili, l’Estonia punta a limitare comportamenti rischiosi e provocazioni controllate.
Il contesto di sicurezza regionale
Negli ultimi mesi Tallinn ha registrato diversi episodi lungo il confine orientale, inclusi attraversamenti non autorizzati e sconfinamenti aerei. Il governo sta valutando un aggiornamento della valutazione del livello di minaccia e non esclude misure più restrittive, fino alla chiusura del confine con la Federazione Russa.
Il primo ministro Kristen Michal ha definito la Russia una minaccia diretta per qualsiasi Stato europeo razionale, sottolineando che l’Europa è solo all’inizio di un processo di rafforzamento della propria capacità di difesa. Per i Paesi baltici e per la Polonia, la credibilità della deterrenza NATO resta una questione di importanza esistenziale.
Deterrenza collettiva e messaggio a Mosca
L’approccio estone si inserisce in un più ampio cambiamento del pensiero europeo sulla sicurezza dopo la guerra contro l’Ucraina. La convinzione che la Russia persegua una strategia revisionista di lungo periodo ha portato gli Stati di confine a privilegiare la prontezza militare come principale garanzia di stabilità.
La linea dura di Tallinn rafforza la deterrenza collettiva sul fianco orientale dell’Alleanza, riducendo il rischio di interpretazioni divergenti sui limiti accettabili del comportamento russo. L’Estonia segnala di essere pronta non solo a dichiarazioni politiche, ma anche ad azioni concrete, con l’obiettivo di dissuadere qualsiasi tentativo di mettere alla prova la sicurezza euro-atlantica.
Ma che situazione! L’Estonia sembra davvero determinata a difendersi, e ci mancherebbe altro! Non possiamo permettere che la Russia faccia quello che vuole. Spero che l’Unione Europea stia seguendo tutto ciò da vicino, perché è un momento delicato per tutti noi. Una situazione del genere potrebbe avere ripercussioni in tutta Europa, specialmente per paesi come il nostro.