Tamara, madre di tre figli sfrattata, trova accoglienza in una nuova casa grazie a un lettore

03.11.2025 04:06
Tamara, madre di tre figli sfrattata, trova accoglienza in una nuova casa grazie a un lettore

Fano (Pesaro e Urbino), 3 novembre 2025 – La storia di Tamara, da Carrara di Fano, si distingue per la sua capacità di suscitare emozioni profonde e speranza. Un miracolo di umanità che ha ispirato l’Italia intera, dimostrando che, nonostante le avversità, esiste ancora la possibilità di un cambiamento positivo per le persone. Questo racconto sottolinea l’importanza del giornalismo locale, in grado di dare voce a chi non ce l’ha e di trasformare una solitudine in una rete di solidarietà, riporta Attuale.

La storia di Tamara, mamma di 40 anni

Tamara, 40 anni, madre di tre figli, è costretta a lasciare la casa in cui vive nonostante abbia sempre pagato l’affitto puntualmente. “La mia vita si è fermata il giorno in cui il proprietario ha bussato alla porta e mi ha detto che non poteva rinnovarmi il contratto perché voleva vendere”, racconta.

“Questa casa è piccola ma asciutta: in quella di prima c’erano muffa e umidità, e mi ero anche ammalata. Vivo qui con i miei tre figli, Maria, Domenico e Francesca, che ha solo sei anni. Mio marito, da quando ci siamo separati, condivide un appartamento con due studenti perché i prezzi degli affitti sono diventati impossibili”.

L’emergenza abitativa a Fano e gli affitti alti

A Fano, come in molte città italiane, il problema abitativo è diventato un’emergenza. Ci sono 290 domande in lista d’attesa per un alloggio popolare e solo otto assegnazioni all’anno. Una situazione che riflette quella di tutto il paese: canoni troppo alti, garanzie spesso inaccessibili e famiglie sospese tra sfratti e attese interminabili. “Io pago 510 euro al mese e non ho mai saltato un versamento — continua Tamara —, ma quando ho cominciato a cercare un altro alloggio mi sono sentita dire di tutto: chiedevano 1.200 euro per un appartamento modesto o tre mensilità di deposito. Altri, appena sentivano che ero separata con tre figli, smettevano di rispondere”.

La disperazione, le lacrime e il contatto col Carlino

Nel frattempo, la procedura di sfratto procedeva inesorabile. “La notte aspettavo che i miei bambini si addormentassero per piangere in silenzio. Solo la figlia più grande ha una cameretta: gli altri due dormono nel lettone con me”. Un’amica, Simona, le suggerisce di contattare un giornalista del Carlino, spiegandole che lui ascolta davvero le storie delle persone. Tamara, inizialmente spaventata e imbarazzata, decide di condividere la sua esperienza “non per me, ma per i miei figli”. Da quel momento, la sua vita cambia direzione.

La chiamata del nostro lettore: “Vorrei darle la casa che era di mia madre”

Il 26 ottobre, riceve una telefonata inaspettata. “Mi ha chiamato un uomo con una voce gentile: “Buongiorno, sono Marco, ho letto la sua storia. Vorrei darle la casa che era di mia madre”. Marco compiva 41 anni quel giorno e ha scelto di fare questo regalo. Elettromeccanico di Carrara di Fano, ha anche lui due figli e una separazione alle spalle. Sua madre è morta a febbraio, dopo una lunga malattia. “Mi ha detto — racconta Tamara — che quella casa era rimasta vuota e silenziosa da quando lei non c’era più, e che voleva darla a qualcuno capace di riempirla di vita. Mi ha detto: “Mia madre era una donna generosa, avrebbe voluto che quelle stanze tornassero a risuonare di risate e voci di bambini”.

L’emozione di Tamara: “Quando mi ha consegnato le chiavi, l’ho abbracciato forte”

Tamara ha visitato la nuova casa accompagnata da noi del giornale. “È grande, su due piani, con un giardino. Marco mi ha chiesto lo stesso affitto che pagavo prima e solo una mensilità di caparra. Un accordo ragionevole, un accordo umano. Quando mi ha consegnato le chiavi, l’ho abbracciato forte”. Il trasferimento avverrà il 7 novembre. “Ci sono piccoli lavori da fare, ma li stiamo sistemando insieme. I bambini hanno già cominciato a litigare per il colore delle pareti: uno le vuole azzurre, l’altra rosa. Ma sul giardinetto sono d’accordo: sarà di entrambi e lo riempiranno di giochi“. Tamara continua a piangere, ma di gratitudine. “Non so come ringraziare — dice —. Spero che la mia storia serva anche ad altri. Perché la casa non è solo un tetto: è un diritto, un punto di partenza, un pezzo di vita che nessuno dovrebbe perdere”.

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