Tempi difficili per i monaci Shaolin

11.08.2025 15:46
Tempi difficili per i monaci Shaolin

Scandalo al Tempio di Shaolin: Nuove Direttive dopo l’Indagine sull’Abate

A fine luglio, il celeberrimo tempio buddista cinese di Shaolin ha fatto notizia per l’indagine avviata contro il suo storico abate, Shi Yongxin, accusato di appropriazione indebita e malversazione di fondi. Questo tempio, frequentato ogni anno da milioni di visitatori, ha visto prosperare nel tempo numerose attività commerciali sotto la guida di Shi, i cui bilanci economici non sono mai stati resi pubblici, riporta Attuale.

Recentemente, l’abate Shi Yongxin è stato sospeso e il nuovo abate, Shi Yinle, ha introdotto misure rigorose per garantire una disciplina più severa tra i monaci. Una delle sue prime decisioni è stata quella di modificare il sistema di finanziamento del tempio: si fermeranno le attività commerciali interne, come la chiusura dei negozi e la cessazione della consacrazione di oggetti a pagamento. Al loro posto, il tempio punterà sull’agricoltura e promette di rendere trasparenti i propri bilanci.

Shi Yinle, che precedentemente aveva diretto un altro monastero, ha evidenziato che il livello di disciplina all’interno del tempio fosse insufficiente. Ha notato episodi di monaci che ordinavano cibo da asporto durante le meditazioni, o ascoltavano musica con auricolari durante i canti rituali. Di conseguenza, ha imposto il divieto di qualsiasi forma di intrattenimento, limitando a soli trenta minuti al giorno l’uso dei telefoni cellulari e introducendo una dieta totalmente vegana per i monaci.

I monaci dovranno alzarsi alle 4:30 del mattino per partecipare alle preghiere, lavorare nei campi e dedicarsi alle arti marziali nel pomeriggio. Inoltre, è previsto un sistema di valutazione che permetterà di espellere i monaci che non soddisfano i requisiti richiesti per tre mesi consecutivi.

Fondato circa 1.500 anni fa, il tempio di Shaolin ha guadagnato visibilità internazionale negli anni Ottanta grazie al successo di film di arti marziali ambientati al suo interno. Oggi, circa 7 milioni di turisti lo visitano annualmente, molti dei quali giungono dall’estero per apprendere il kung fu, una disciplina praticata dai monaci. Shi Yongxin, abate per oltre 25 anni, aveva messo in atto numerose iniziative economiche legate al tempio, come scuole di arti marziali e istituti culturali sia in Cina che all’estero. Tuttavia, tutte queste attività sono ora destinate a cessare.

Il tempio di Shaolin non è l’unico in Cina ad aver sviluppato un’attività economica per sostenersi. Molti critici parlano di una mercificazione della religione, principalmente nel buddismo, la religione più riconosciuta nel paese, la quale conta decine di migliaia di templi attivi. È consuetudine per i templi buddisti offrire beni e servizi a pagamento, come ritiri spirituali e cibo vegetariano.

Il governo cinese ha cercato di intervenire in questo settore: nel 2017 ha introdotto nuove normative per limitare le attività commerciali dei templi. Lo scorso anno, sono state svolte ispezioni in oltre 12mila templi buddisti, rivelando migliaia di casi di attività commerciali ritenute illecite.

1 Comment

  1. Ma dai, così si perde tutto il fascino del Tempio di Shaolin! Comprendo che sia necessario fare ordine, ma abbandonare le attività commerciali e passare a una disciplina così rigida sembra un’iperbole… i monaci che ordinano cibo da asporto? È surreale! Speriamo non si perda la spiritualità, in Italia abbiamo visto cose simili con le chiese…

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