Terrore su Kyiv: la Russia colpisce i civili nel sonno

17.06.2025 10:30
Terrore su Kyiv: la Russia colpisce i civili nel sonno
Terrore su Kyiv: la Russia colpisce i civili nel sonno

Tra le 23:00 del 16 giugno e le 5:00 del 17, la Russia ha scatenato un attacco terroristico di Stato contro la popolazione civile di Kyiv. Missili e droni sono stati lanciati non contro obiettivi militari, ma contro case, famiglie, bambini. L’orrore non è frutto del caso: è stata una decisione calcolata.

Civili presi di mira, non postazioni militari

Secondo i dati aggiornati alle 9:30 (ora di Kyiv):

  • 14 persone uccise, tra cui un cittadino statunitense impegnato in missioni umanitarie
  • Almeno 99 feriti, di cui 59 ricoverati in ospedale
  • I soccorsi continuano e il bilancio potrebbe già superare le 104 vittime

Un intero blocco residenziale nel quartiere Solomianskyi è stato raso al suolo. Le immagini dei sopravvissuti tra le macerie mostrano l’impatto disumano dell’attacco.

Una nuova forma di terrorismo approvato dal Cremlino

Questo non è un effetto collaterale. È terrore di Stato deliberato. Un attacco studiato nei minimi dettagli, non diverso da quelli compiuti dai gruppi jihadisti, ma con la piena approvazione di uno Stato membro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

La Russia agisce oggi come un’organizzazione terroristica, ma con mezzi militari di Stato: missili ad alta precisione contro quartieri residenziali. Il mondo non può più fingere che si tratti di un conflitto tradizionale.

Il messaggio dietro le bombe: paura e impunità

Colpire civili addormentati è un messaggio di terrore, volto a spezzare la volontà di resistenza e a seminare panico. Ma è anche un messaggio alla comunità internazionale: la Russia non teme conseguenze.

Ogni nuova vittima, ogni nuovo attacco è una prova della complicità silenziosa del mondo, che osserva e condanna, ma spesso senza agire.

Kyiv oggi, l’Europa domani?

Se il terrore lanciato da Mosca resterà impunito, nessuna città europea sarà veramente al sicuro. Oggi è Kyiv. Domani potrebbe essere Varsavia, Berlino o Roma.

La comunità internazionale deve riconoscere la Russia per quello che èuno Stato terrorista, e rispondere con decisione. Sanzioni reali, isolamento diplomatico, giustizia internazionale: tutto ciò non è un’opzione, è una necessità.

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