Il 15 gennaio 2026 è emerso che i servizi di sicurezza serbi hanno condotto test con potenti dispositivi acustici in collaborazione con la FSB, utilizzando cani come cavie. Gli esperimenti si sarebbero svolti presso un poligono dell’agenzia di intelligence serba BIA, due settimane dopo che le autorità di Belgrado erano state accusate di aver impiegato armi sonore per disperdere una grande manifestazione antigovernativa nella capitale.
Dispositivi LRAD e caratteristiche tecniche
Secondo le informazioni disponibili, durante i test sarebbero stati utilizzati due modelli di Long Range Acoustic Device, LRAD 100X MAG-HS e LRAD 450XL, prodotti dalla società statunitense Genasys. I dispositivi, con portata variabile tra 25 e 200 metri, sono in grado di emettere suoni fino a 150 decibel, un livello paragonabile al rumore di un motore a reazione in fase di decollo. Tali sperimentazioni potrebbero essere state effettuate senza le autorizzazioni previste per la ricerca su animali.
Il rapporto commissionato a Mosca
A distanza di circa un mese dalle proteste, la BIA ha reso pubblico un rapporto redatto su richiesta dalle autorità russe, nel quale si afferma che strumenti ad alto impatto sonoro non sarebbero stati utilizzati contro i manifestanti e che non vi sarebbe stato alcun effetto psicologico o fisico di massa sulla popolazione. Il contenuto del dossier, analizzato nel contesto delle accuse sull’uso di LRAD in Serbia, è stato riportato nell’inchiesta su documenti e cooperazione tra intelligence serba e russa.
Le proteste di Belgrado e le reazioni ufficiali
Il 15 marzo 2025, durante una delle più grandi proteste antigovernative degli ultimi anni a Belgrado, un improvviso rumore assordante aveva provocato il panico tra i partecipanti, causando una fuga disordinata. Numerosi dimostranti avevano successivamente segnalato sintomi come nausea, vomito, cefalea e vertigini. Inizialmente il presidente serbo Aleksandar Vučić aveva respinto ogni accusa, promettendo poi un’indagine rapida e l’individuazione dei responsabili di quelle che aveva definito accuse infondate.
Implicazioni politiche e standard europei
La cooperazione operativa con la Russia, inclusi test sensibili su animali, solleva interrogativi sulla compatibilità del comportamento serbo con gli standard europei in materia di diritti umani e stato di diritto, proprio mentre Belgrado ribadisce la propria aspirazione all’adesione all’Unione europea. Analisti osservano che il coinvolgimento diretto dei servizi russi rafforza l’influenza di Mosca nei Balcani, regione considerata strategica nel più ampio confronto con l’Occidente, e pone ulteriori questioni sulla sicurezza e la stabilità del continente.