Tinagli (Pd): urgenti salari e piano casa

11.08.2025 06:45
Tinagli (Pd): urgenti salari e piano casa

Il problema delle spiagge deserte va oltre l’aumento dei costi per gli ombrelloni e mette in luce una serie di questioni economiche di fondamentale importanza. L’europarlamentare del Pd, Irene Tinagli, evidenzia la mancanza di una strategia chiara da parte del governo nel gestire questa crisi.

Tinagli, cosa pensa riguardo alle ragioni del calo del turismo?

“È indubbio che l’inflazione stia avendo un impatto considerevole, ma la situazione sarebbe più sostenibile se fosse accompagnata da un incremento dei salari e del potere d’acquisto. Purtroppo, quest’ultimo ha subito una significativa erosione, non solo a causa del costo degli ombrelloni, ma anche per l’aumento generale del costo della vita: bollette, affitti e spese alimentari sono diventati insostenibili. L’Italia non ha ancora recuperato dagli effetti dell’inflazione dei recenti anni”, riporta Attuale.

I salari stanno recuperando terreno?

“I salari reali hanno visto un lieve miglioramento solo grazie al rallentamento dell’inflazione, ma non possiamo considerare che ci sia stato un reale recupero della perdita iniziale. Le famiglie faticano e non esistono politiche economiche e sociali adeguate a mitigare le conseguenze. L’economia continua a rallentare, e le previsioni sul Pil sono costantemente riviste al ribasso. Il governo ha abbandonato tutte le misure di sostegno senza offrire valide alternative, dalla cancellazione degli sgravi sulle accise all’azzeramento dei bonus edilizi e degli aiuti per le bollette”, spiega Tinagli.

Quali prospettive abbiamo davanti?

“La nostra è una fase di rallentamento e le previsioni a livello globale non suggeriscono miglioramenti imminenti. L’introduzione di dazi, le tensioni geopolitiche e l’incertezza riguardo ai costi energetici possono ulteriormente aggravare la situazione. Dal governo, però, non arrivano indicazioni chiare né risposte soddisfacenti”, continua l’europarlamentare.

Quali settori sono più in difficoltà?

“L’industria sta affrontando difficoltà da oltre due anni, con alcuni settori tra i più colpiti. Il turismo sta rallentando, il costo dell’energia rimane elevato e i prezzi delle abitazioni nelle grandi città sono diventati insostenibili. Sempre più famiglie spendono tra il 30% e il 40% del proprio stipendio per l’abitare, lasciando loro molto poco per il resto delle necessità quotidiane. Questo frena i consumi e l’economia nel suo complesso”, aggiunge Tinagli.

Come si può invertire questa tendenza?

“Un piano per la casa serio, con misure di edilizia sociale per i ceti medi e medio-bassi, potrebbe alleviare la situazione delle famiglie e rilanciare un settore che è rimasto fermo dopo la fine dei bonus. È necessario sviluppare un turismo accessibile attraverso strategie che prevengano la saturazione del mercato degli affitti da parte di piattaforme come Airbnb. Serve proteggere il potere d’acquisto con una riforma della contrattazione collettiva e della rappresentanza sindacale per combattere i contratti pirata e introdurre un salario minimo. Inoltre, è urgente ripristinare politiche industriali serie, dato che il governo ha abolito misure vincitrici come l’Industria 4.0 e il fondo automotive, senza averne installate di nuove”, conclude l’europarlamentare.

Si tratta di una congiuntura temporanea o di una responsabilità politica più profonda?

“Entrambi gli aspetti giocano un ruolo fondamentale. L’assenza di politiche adeguate acuisce la congiuntura negativa. Ogni governo ha il diritto di cambiare rotta, ma non può limitarsi a cancellare le misure senza fornire alternative concrete. Le azioni intraprese hanno comportato tagli per decine di miliardi, e il destino di quei risparmi rimane misterioso, visto che il debito pubblico continua a crescere. Da economista, prima ancora che da politica, mi preoccupa la totale mancanza di una visione chiara”, conclude Bruno Mirante.

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