Roma, 14 luglio 2025 – Elly Schlein non attende le proiezioni per commentare i risultati elettorali. La vittoria è netta: il Partito Democratico abbraccia il governatore Eugenio Giani, e, tra complimenti, sottolinea: “Chi ci aveva dato per finiti ha preso una facciata. Sommando i voti assoluti delle tre regioni che hanno votato, la coalizione progressista ne ha già più del centrodestra”, riporta Attuale.
Il governatore rieletto mantiene un profilo più riservato e promete di dialogare con tutte le parti. Un distacco di 13 punti chiude la bocca a qualsiasi obiezione. Il Pd supera il 34%, superando di otto punti i Fratelli d’Italia, che si attestano al secondo posto. Nonostante la stabilità del partito di Giorgia Meloni, l’esito è negativo per la destra nel complesso.
L’effetto Vannacci
La coalizione non sperava in una vittoria nella tradizionale rossa, ma con un candidato che aveva già conquistato Pistoia, si immaginava di ridurre il divario. Tuttavia, la Lega esce danneggiata, rimanendo al di sotto della soglia del 5%, ma accede al consiglio regionale grazie alla coalizione che abbassa il limite al 3%. “Se questo è l’effetto Vannacci, speriamo che prosegua”, commenta ironicamente Schlein.
In effetti, in Toscana Matteo Salvini aveva riposto molte aspettative sul generale; alcuni elettori leghisti potrebbero aver boicottato il voto per protesta contro questa scelta. Vannacci avverte: “Chi non ha votato, non si lamenti”. In contrasto, l’ex consigliere regionale Giovanni Galli sostiene: “Ha voluto la responsabilità, ha perso, ora dovrebbe tornare in coda nella Lega”. I sostenitori di Vannacci minimizzano, affermando che senza di lui le cose sarebbero andate peggio. A essere maggiormente penalizzato, sembra, è proprio Salvini.
La riflessione degli alleati
Gli alleati iniziano a interrogarsi sulla direzione politica del partito. Mentre Forza Italia fa notare un incremento di due punti rispetto al 2020, i 5 Stelle si trovano sotto la soglia del 5%. Conte non è impressionato, considera i risultati una conferma della bontà del progetto. Schlein concorda: “È stato smentito chi aveva dichiarato la fine della coalizione. Per vincere, bisogna andare uniti.” Tuttavia, questo test potrebbe supportare solo parzialmente la strategia del Nazareno.
Se l’unità è necessaria, non è sufficiente. L’idea che non debbano cercare il voto dei moderati, ma quello del proprio popolo, puntando su radicalità e identità, presenta una visione diversa.
Affluenza più bassa della storia toscana
L’affluenza alle urne è stata la più bassa nella storia delle elezioni toscane. Non sono stati gli **astensionisti** richiamati dalla minaccia fascista, come cinque anni fa, a garantire la vittoria del centrosinistra, ma lo stile pragmatico e moderato di Giani, contrapposto a una campagna della destra incentrata su attacchi alla sinistra.
Il “Vannacci furioso” non ha giovato alla destra, la quale ha fatto un errore di strategia, puntando su un antagonismo non gradito agli elettori. La seconda forza del centrosinistra, la Casa riformista di Renzi, ha superato le aspettative, dimostrando che un Pd capace di parlare all’elettorato moderato ha prevalso su un centrodestra tornato a una retorica oppressiva.
Elly Schlein avrebbe voluto proporre un candidato più vicino a Conte, ma ha riconosciuto il valore della candidatura di Giani, sottolineando l’impatto positivo in un contesto complesso. La sconfitta di Salvini potrebbe aprire scenari inattesi per il futuro della coalizione di centrodestra.