Incidenti a Crans-Montana: sette ragazzi italiani ricoverati a Milano
Milano, 3 gennaio 2026 – Due giorni dopo il tragico incidente di Crans-Montana, sette ragazzi sono stati ricoverati all’ospedale Niguarda, con diverse équipe di chirurghi e rianimatori già in azione per garantire le migliori cure. “C’è stata una risposta spontanea”, afferma Filippo Galbiati, il primario del pronto soccorso, che ha assistito a quattro atterraggi di elicotteri in sole ventiquattro ore per portare i giovani a curarsi in Italia, o “a casa”, come specificato dall’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, riporta Attuale.
I trasferimenti dalla Svizzera
Il quindicenne G.L.E., milanese, è arrivato poco prima delle 14 dall’ospedale di Berna, accompagnato dalla madre; intorno alle 17 è arrivato L.R., di Cantù, scortato da un’équipe di chirurghi e infermieri che ha facilitato il trasferimento dei feriti. Nella serata, i medici si sono poi recati a Zurigo per visitare i connazionali ancora troppo gravi per essere trasferiti, un’operazione rallentata dal maltempo e dalla nebbia sulle Alpi.
Il centro ustioni
La maggior parte dei ragazzi ricoverati nel centro ustioni del Niguarda, il più importante del Nord Italia, sono lombardi. “Non facciamo nessuna selezione – sottolinea Alberto Zoli, il direttore dell’ospedale – l’unico criterio è che siano abbastanza stabili per essere trasportati”, aggiunge. La maggior parte dei pazienti ha quindici anni, come il milanese F.L.G., mentre il quattordicenne A. L., sempre di Milano, è stato uno dei primi trasferiti dal Niguarda.
Pericolo infezioni
La 29enne E. P. di Cattolica, già operata giovedì sera, è stata sottoposta a un nuovo intervento per la mano. Il sedicenne M.M. ha subito ustioni profonde e è stato a lungo in sala operatoria: gli interventi servono a rimuovere il tessuto necrotico e a prevenire gravi infezioni. Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, primario del centro ustioni, ha condiviso l’arduo compito di riparare i danni inflitti dall’incidente.
I giovani, che riportano ustioni tra il 30 e il 50%, hanno una lunga strada di recupero davanti a loro. L’ospedale ha avuto il compito difficile di comunicare ai genitori la gravità della situazione e le prospettive future. “È stato bello vedere che abbiamo estubato due ragazzi e siamo riusciti a comunicare con loro”, afferma il personale medico.
Attesi nuovi arrivi
Questa mattina, se le condizioni lo permetteranno, è previsto il trasferimento all’ospedale Niguarda di una ragazza in giovane età e di un ragazzo svizzero, richiesti dalle autorità elvetiche per l’accoglienza. Nel frattempo, a Zurigo rimangono gli ultimi quattro ricoverati italiani, i più gravi, in attesa di un possibile trasferimento.