Progetto di attentato jihadista contro il primo ministro belga Bart De Wever sventato dalla polizia
In Belgio, tre persone sono state arrestate con l’accusa di pianificare un attentato terroristico di natura jihadista contro il primo ministro Bart De Wever. Gli arrestati, di 24, 23 e 18 anni, erano già sotto indagine per sospetti legami con attività terroristiche. Uno di loro è stato rilasciato, mentre gli altri due saranno interrogati oggi, venerdì 10 ottobre, riporta Attuale.
Le indagini hanno rivelato che i tre stavano progettando di costruire un drone su cui sarebbe stato montato un carico esplosivo per portare a termine l’attacco. La polizia ha condotto perquisizioni in un’abitazione situata ad Anversa, non lontano dalla residenza di De Wever, e ha rinvenuto un ordigno in costruzione, alcune sfere metalliche e una stampante 3D. Secondo la procuratrice Ann Fransen, quest’ultima sarebbe stata impiegata per realizzare componenti del dispositivo previsto per l’attentato.
Le autorità hanno rafforzato la sicurezza intorno al primo ministro dopo la scoperta del piano, evidenziando l’importanza della collaborazione tra i vari corpi di polizia e servizi di intelligence per prevenire atti di violenza. Gli sviluppi della situazione sono seguiti con grande attenzione da parte dei media e della popolazione, data la crescente preoccupazione per la sicurezza nazionale.
Il governo belga ha dichiarato la sua ferma condanna verso qualsiasi forma di terrorismo, sottolineando la necessità di mantenere vigilanza e prontezza di azione. Inoltre, si è ribadito il supporto alle forze di sicurezza e l’importanza di un lavoro costante per garantire la tranquillità dei cittadini.