Trump a Davos: nessun attacco alla Groenlandia, ma apertura al dialogo con la Nato

21.01.2026 23:55
Trump a Davos: nessun attacco alla Groenlandia, ma apertura al dialogo con la Nato

DAL NOSTRO INVIATO
DAVOS – Donald Trump ha annunciato un cambio di tono al World Economic Forum di Davos, affermando per la prima volta che non intende fare uso della forza per annettere la Groenlandia. Questo commento arriva dopo un lungo periodo di allusioni a un possibile intervento militare. Sulla piattaforma Truth, Trump ha comunicato di aver avuto un incontro “molto produttivo” con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, durante il quale hanno discusso un quadro per un futuro accordo riguardante la Groenlandia e l’intera regione artica, riporta Attuale.

Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che, se questa soluzione dovesse essere attuata, non imporrà i dazi precedentemente previsti per il primo febbraio. Ha indicato che ci saranno “ulteriori discussioni” riguardanti il sistema di difesa antimissile chiamato “Golden Dome” riguardante la Groenlandia. Trump ha nominato un team di collaboratori, tra cui JD Vance, Marco Rubio e Steve Witkoff, per affrontare queste questioni.

Il rimbalzo delle Borse

I mercati hanno reagito positivamente all’annuncio, con il dollaro che ha recuperato su tutte le valute principali e il principale indice di Borsa di Wall Street che ha guadagnato l’1,3%. Questo rimbalzo arriva dopo un periodo di flessione che sembrava preoccupante per la Casa Bianca.

Teoria della riparazione

A Davos, Trump ha collegato la questione della Groenlandia alla presunta ingratitudine europea verso gli Stati Uniti, che hanno protetto il continente “dall’Unione Sovietica e ora dalla Russia”. Ha proposto l’acquisto della Groenlandia come giusta contropartita per i presunti torti storici subiti dagli Stati Uniti.

Novanta minuti

Durante il suo intervento di un’ora e mezza, Trump ha evitato di menzionare i dazi, mentre la minaccia di un intervento militare sembra essere stata accantonata. Con la rimozione di tale minaccia, potrebbe non esserci più motivo per la presenza delle truppe europee in Groenlandia.

Nodi da sciogliere

Tuttavia, la situazione rimane complessa. Trump ha richiesto “negoziati immediati” con la Danimarca, suggerendo che gli Stati Uniti sarebbero disposti a pagare non solo i groenlandesi ma anche il governo danese per acquisire l’isola. Ha sottolineato il costo di 200 milioni di dollari per la Danimarca, esprimendo una sottile minaccia riguardo all’ombrello di sicurezza americano in Europa.

Questione di soldi

Trump ha rivendicato la necessità per gli Stati Uniti di possedere la Groenlandia, argomentando che si tratta di un territorio strategicamente importante nel teatro globale delle difese. Il presidente ha affermato: “Non fosse per noi, stareste tutti parlando tedesco e un po’ di giapponese”. Questo evidenzia il suo approccio alla questione come un’estensione di ciò che considera i legittimi interessi americani.

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