Trump cancella incontro con Putin: la guerra in Ucraina ostacola i negoziati
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annullato l’imminente incontro con il suo omologo russo Vladimir Putin, precedentemente annunciato giovedì scorso, dopo intense discussioni telefoniche. Martedì, l’amministrazione Trump ha comunicato che non ci sarà alcun incontro nel «futuro immediato» e che il presidente desidera evitare «un incontro sprecato» e una «perdita di tempo». La motivazione sottesa è che Trump non è riuscito a persuadere Putin a modificare le sue richieste massimaliste per porre fine al conflitto in Ucraina. I funzionari russi hanno anche chiarito che il regime non intende interrompere le ostilità in questo momento, riporta Attuale.
Non era stata fissata una nuova data per l’incontro con Putin, che Trump aveva descritto previamente con toni ottimistici, ipotizzando che si sarebbe tenuto a Budapest, in Ungheria, paese vicino a entrambi i governi. Il New York Times ha definito la situazione un «tira e molla», sottolineando le tensioni nelle relazioni tra i due presidenti, con Trump che cerca di guadagnare credibilità sul termine della guerra, mentre Putin continua a ostacolarlo, portando Trump a mostrarsi frustrato.
Al centro delle trattative ci sono due questioni principali. Putin richiede che l’Ucraina ceda l’intera regione del Donbas, incluse le aree non attualmente occupate dalle forze russe. Inoltre, chiede che un accordo venga raggiunto prima di un cessate il fuoco, in modo da poter continuare la guerra a suo piacimento, visto che i negoziati potrebbero risultare lunghi e il regime potrebbe utilizzare ostruzionismi.
Recenti ricostruzioni giornalistiche rivelano che Trump ha tentato senza successo di convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a fare maggiori concessioni territoriali durante il loro incontro di venerdì scorso. In quell’occasione, Trump, almeno in pubblico, non ha rivelato la possibilità di fornire a Kiev missili Tomahawk a lungo raggio, descrivendo questa opzione come una potenziale «escalation», ricalcando la retorica di Putin, con cui aveva parlato il giorno precedente.
Il governo ucraino ha sempre sostenuto di considerare inaccettabile la cessione a Mosca di territori non sotto il suo controllo. Martedì, undici leader europei, incluso il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, hanno emesso un comunicato congiunto che sostiene la posizione di Zelensky, presentandola come coincidente con quella di Trump, affermando che «l’attuale linea del fronte dovrebbe essere il punto d’inizio dei negoziati».
Sia Zelensky che Trump hanno definito l’incontro di venerdì come positivo. Trump ha negato di aver esercitato pressioni su Zelensky per concedere ulteriori territori e ha affermato pubblicamente che i combattimenti dovrebbero fermarsi «dove sono ora», anche in Donbas, in linea con la posizione dell’Ucraina e dei suoi alleati europei.
Recentemente, Trump ha rilasciato una dichiarazione che evidenzia la sua ambiguità riguardo alla guerra, affermando che crede che l’Ucraina potrebbe ancora vincere, ma non pensa che ci riuscirà. Nella sua amministrazione, Trump ha mostrato un cambio di posizioni; inizialmente, era stato molto accomodante con Putin, successivamente ha mostrato crescente frustrazione per la rigidità del presidente russo, anche durante il loro incontro in Alaska lo scorso 15 agosto. Alla fine di settembre, Trump ha dichiarato per la prima volta che l’Ucraina potrebbe riappropriarsi di tutti i territori occupati, mentre l’intelligence americana ha cominciato a supportare ucraini in attacchi contro raffinerie russe.