Trump annuncia il Board of Peace: un piano globale per Gaza e oltre
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE NEW YORK – Il Board of Peace, presieduto da Donald Trump, si appresta a tenere il suo primo incontro il 19 febbraio presso l’Istituto Usa della Pace. Durante l’incontro, Trump intende presentare una visione per la ricostruzione di Gaza e per affrontare le crisi globali. Il mese scorso, Trump ha proclamato che il suo piano per la fine del conflitto a Gaza ha ricevuto il sostegno unanime del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ponendo l’accento sulla necessità di fornire assistenza umanitaria rapida e di garantire il rilascio degli ostaggi, vivi o morti, riporta Attuale.
Il Board, inizialmente concepito per sovraintendere alla ricostruzione di Gaza, ha ampliato il suo mandato per affrontare crincisi globali. Trump ha esortato Hamas a “mantenere il suo impegno per la piena e immediata smilitarizzazione”, una richiesta fondamentale di Israele. Tuttavia, il premier israeliano Benjamin Netanyahu non parteciperà all’incontro, delegando il suo ministro degli Esteri. Recentemente, Netanyahu ha visitato la Casa Bianca per discutere la questione nucleare iraniana, insistendo sulla necessità di smantellare tutte le infrastrutture nucleari di Teheran.
L’incontro di giovedì avrà una componente di raccolta fondi. Trump ha annunciato che gli Stati membri si sono impegnati a stanziare oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione. Tuttavia, il presidente non ha rivelato quali membri contribuiranno o invieranno personale, sebbene l’Indonesia abbia già dichiarato la disponibilità di fino a 8.000 soldati entro fine giugno per un possibile dispiegamento a Gaza. Le stime per la completa ricostruzione di Gaza raggiungono i 70 miliardi di dollari, secondo rapporti delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e della Banca Centrale.
La tensione tra Iran e Israele rimane alta, con Trump che ha recentemente avvertito Netanyahu che, in assenza di un accordo con Teheran, appoggerà eventuali raid israeliani contro il programma missilistico iraniano. La situazione geopolitica continua a essere complessa, con un viceministro iraniano che ha affermato che la Repubblica Islamica è pronta a un compromesso, ma solo in cambio dell’allentamento delle sanzioni.