Trump annuncia un blocco navale allo stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati
Domenica, dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la marina statunitense metterà in atto un blocco navale dello stretto di Hormuz. Questo intervento potrebbe sembrare paradossale, considerando che lo stretto è già bloccato dall’Iran dall’inizio della guerra. Tuttavia, questa decisione ha una propria logica dal punto di vista statunitense, nonostante le difficoltà che incontra nel cercare di far cambiare posizione al regime iraniano, riporta Attuale.
Trump aveva inizialmente dichiarato su Truth che l’operazione riguarderebbe «tutte le navi che entrano o escono dallo stretto di Hormuz». Tuttavia, poche ore dopo, il Comando centrale delle forze armate statunitensi ha specificato che il blocco si applicherà solo al «traffico marittimo che entra o esce dai porti iraniani». L’attuazione del blocco avrà inizio lunedì alle 16, ora italiana. Il presidente ha anche menzionato che altri paesi parteciperanno a questa iniziativa, senza precisare quali siano.
La strategia degli Stati Uniti prevede una risposta diretta al controllo esercitato dall’Iran sullo stretto, dove, nei primi 40 giorni di guerra, il regime ha permesso solo a navi selezionate di transitare. Ora, Washington intende impedire il transito anche alle navi iraniane. Di fatto, se il blocco statunitense dovesse essere attuato come pianificato, e se quello iraniano rimanesse in vigore, lo stretto di Hormuz sarebbe chiuso per tutti.
Prima dell’inizio del conflitto, oltre 100 navi al giorno transitavano attraverso lo stretto. Attualmente, il numero è diminuito drasticamente a meno di dieci navi al giorno, principalmente di proprietà iraniana o autorizzate dal regime. Lo stretto di Hormuz, attraverso cui passa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto esportati a livello globale, è ora al centro di una grave crisi energetica mondiale.
L’obiettivo principale degli Stati Uniti è quello di ostacolare l’Iran dal riscuotere pedaggi sulle navi che transitano attraverso lo stretto, come da richiesta del regime. Inoltre, Trump mira a limitare le entrate iraniane dalla vendita di petrolio, che sono aumentate a causa dell’instabilità dei prezzi. «Non permetteremo che l’Iran guadagni vendendo petrolio a chi gli piace, e non a chi non gli piace», ha dichiarato Trump durante un’intervista a Fox News.
Questa decisione segna un significativo cambiamento di strategia: gli Stati Uniti, dopo aver tentato di riaprire lo stretto per settimane, ora cercano di isolarlo. Nonostante ciò, non è chiaro come il blocco navale statunitense influenzerà i negoziati con l’Iran, dato che la tregua concordata di 15 giorni scade il 22 aprile. Sebbene il regime iraniano abbia mostrato segni di apertura a continuare le trattative, Trump ha affermato che se l’Iran «non torna a negoziare, va bene». Questa potrebbe essere l’ennesima prova di strategia diplomatica.
In conclusione, le conseguenze immediate del blocco potrebbero includere un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio e del gas, a causa della riduzione dell’offerta. Gli Stati Uniti sperano che questa pressione economica possa indurre l’Iran a trattare, mentre le reazioni da parte dei partner commerciali come la Cina saranno fondamentali nel condizionare l’andamento del conflitto.