Trump aumenta il controllo dell’Ice, adesso un pericolo per la democrazia americana

30.01.2026 15:45
Trump aumenta il controllo dell'Ice, adesso un pericolo per la democrazia americana

La trasformazione dell’ICE sotto Trump: dalla sicurezza al rischio per la democrazia

Il presidente americano Donald Trump ha ristrutturato l’agenzia per il controllo dell’immigrazione, Immigration and Customs Enforcement (ICE), rendendola un pilastro della sua politica interna. Questo cambiamento ha portato a un aumento significativo degli agenti e a una profonda modifica delle procedure operative, generando preoccupazioni riguardo ai diritti fondamentali degli americani, come evidenziato dagli omicidi di Renee Good e Alex Pretti, riporta Attuale.

Il governo Trump ha assunto oltre 12.000 nuovi agenti, ampliando l’organico dell’ICE a oltre 22.000 unità, con più della metà di questi nuovi reclutati senza esperienze precedenti. Gli agenti formati durante le amministrazioni precedenti, che seguivano standard tradizionali, sono stati rimossi se non si sono adattati ai nuovi metodi e obiettivi dell’amministrazione. In particolare, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha ridotto i controlli interni e l’ufficio per i diritti civili, creando un ambiente di operatività ridotta e meno controllata.

I criteri di reclutamento e formazione sono stati notevolmente allentati. Il limite di età per i reclutati è stato abbassato a 18 anni, mentre le 22 settimane di addestramento iniziali sono state ridotte a sole 8 settimane. Il programma formativo tradizionale è stato sostituito da corsi online e dall’uso di app per la traduzione, con un focus su esercitazioni operative piuttosto che sull’acquisizione delle conoscenze legali necessarie.

Esperti nel settore hanno segnalato che la mancanza di formazione adeguata ha portato a una gestione inadeguata delle manifestazioni e degli assembramenti. Incidente recenti hanno rivelato l’uso di tecniche potenzialmente letali, per esempio, agenti hanno usato prese al collo e hanno aperto il fuoco su veicoli, operazioni vietate da molte forze di polizia, per arrestare sospetti di violazioni delle leggi sull’immigrazione.

Molti reclutamenti hanno sfruttato slogan di estrema destra, con frasi come «WE’LL HAVE OUR HOME AGAIN», riconducibili a canzoni associate a gruppi suprematisti bianchi. Questo approccio ha destato preoccupazioni per l’intenzione di attrarre personali con propensioni autoritarie. Tuttavia, i funzionari hanno respinto tali affermazioni, sostenendo che non vi era alcuna relazione con ideologie neonaziste.

A livello pratico, il governo ha promesso piena immunità agli agenti dell’ICE durante le loro operazioni, spingendo a un ambiente dove le violazioni possono restare impunite. Le affermazioni di funzionari come Stephen Miller, che affermano che gli agenti godono di immunità, hanno trovato smentite da parte di esperti legali, evidenziando l’ambiguità sulla vera protezione legale degli agenti.

I cambiamenti implementati dall’amministrazione Trump non solo hanno creato un ambiente di operazioni potenzialmente pericoloso, ma hanno anche sollevato interrogativi su come l’ICE stia diventando un’estensione delle politiche presidenziali più che un’agenzia di sicurezza pubblica. Con questi sviluppi, il rischio che l’ICE agisca come una milizia, con una risposta diretta al presidente, è tangibile.

La situazione ha spinto la società civile a mobilitarsi per difendere i diritti civili e proteggere le libertà fondamentali, con numerosi cittadini che monitorano le operazioni per evitare violazioni dei diritti umani, rappresentando un chiaro segnale della vitalità della democrazia americana. Ma il futuro di queste dinamiche resta incerto, evidenziando una crescente tendenza verso l’autoritarismo.

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