Trump critica il Papa Leone XIV: «Debole sul crimine e terribile per la politica estera»
Domenica sera, il presidente statunitense Donald Trump ha attaccato papa Leone XIV, descrivendolo come «debole sul crimine e terribile per la politica estera» in un post sul suo social network Truth. Trump ha dichiarato di non desiderare un papa «che crede sia OK per l’Iran avere armi atomiche», aggiungendo che «Leone dovrebbe usare il buonsenso, smettere di fare gli interessi della sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande papa e non un politico», riporta Attuale.
Durante un rientro a Washington dalla Florida, Trump ha ulteriormente commentato, affermando: «Non credo stia facendo un buon lavoro. Non sono un fan di papa Leone». È consuetudine che le posizioni del papa e del presidente statunitense differiscano, ma critiche così dirette sono piuttosto rare.
Papa Leone XIV, eletto a maggio del 2025 dopo la morte di papa Francesco, è il primo pontefice statunitense e ha 70 anni. Trump ha insinuato nel suo post che Leone XIV sia stato «messo lì» solo grazie alla sua presenza alla Casa Bianca, affermando: «Se io non fossi alla Casa Bianca, Leo non sarebbe in Vaticano».
Dall’elezione di Leone XIV, quest’ultimo ha espresso dissenso su alcune politiche dell’amministrazione Trump, criticando decisioni relative all’immigrazione e un’operazione militare che ha portato alla rimozione del dittatore venezuelano Nicolás Maduro. Secondo un articolo del giornalista italiano Mattia Ferraresi pubblicato su The Free Press, il Pentagono ha convocato un alto diplomatico del Vaticano per chiedere il supporto della Chiesa alle operazioni militari statunitensi. Il Pentagono ha confermato l’incontro, ma ha respinto le ricostruzioni fatte dai media come «esagerate e distorte».
Finora, papa Leone XIV non ha effettuato visite ufficiali negli Stati Uniti e il Vaticano ha rifiutato di partecipare al Consiglio di pace istituito da Trump per affrontare la crisi nella Striscia di Gaza e altri conflitti potenziali.
Negli ultimi tempi, in particolare dall’inizio della guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran, le critiche del papa nei confronti di Trump sono aumentate in frequenza e intensità. La questione è particolarmente rilevante per Trump, dato che il 55% degli elettori cattolici lo ha sostenuto alle ultime elezioni presidenziali. Molti membri della sua amministrazione, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, sono cattolici e condividono una visione religiosa fondamentale che talvolta giustifica l’uso della forza.
Il 11 aprile, durante una messa alla basilica di San Pietro, papa Leone XIV ha proclamato: «Basta con l’idolatria di se stessi e del denaro! Basta con l’ostentazione del potere! Basta con la guerra!». Pochi giorni prima, aveva definito «veramente non accettabile» la minaccia di Trump di distruggere «l’intera civiltà» iraniana, esortando invece a «tornare al dialogo» per risolvere le controversie. In altre occasioni, il papa ha ribadito che Dio «non ascolta le preghiere di chi fa la guerra».
Nel suo post, Trump si è anche scagliato contro un incontro tra papa Leone XIV e David Axelrod, un ex consigliere affine all’ex presidente Barack Obama. Questo incontro, avvenuto lo scorso 9 aprile in Vaticano, ha sollevato speculazioni su un futuro possibile incontro tra Obama e il pontefice e ha alimentato accuse di un’inclinazione del papa verso l’ambiente Democratico, irritando ulteriormente Trump. È stato notato che tutti e tre, Obama, Axelrod e Leone XIV, hanno origini comuni a Chicago.