Trump e Modi si allontanano

05.08.2025 14:55
Trump e Modi si allontanano

I rapporti tra India e Stati Uniti si deteriorano: le sfide di Modi e Trump

Il 13 febbraio scorso, l’incontro tra il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente statunitense Donald Trump presso la Casa Bianca si era caratterizzato per l’atmosfera calorosa e il rispetto reciproco. Trump aveva descritto Modi come un “grande amico”, mentre il premier indiano aveva lanciato lo slogan “Make India Great Again”, un chiaro riferimento al noto motto di Trump. Tuttavia, meno di sei mesi dopo, questa amicizia ha subito una brusca sterzata, portando a una tensione crescente nei rapporti tra i due paesi. Sono due gli episodi chiave che hanno innescato questo cambiamento, come riporta Attuale.

Il primo episodio riguarda l’aumento degli acquisti di petrolio russo da parte dell’India, che ha superato le aspettative dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Attualmente, l’India è il secondo importatore di petrolio russo, dopo la Cina. Inizialmente, Trump aveva mantenuto un approccio tollerante nei confronti di Putin, sebbene fosse critico verso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Tuttavia, col passare del tempo, la pazienza di Trump ha iniziato a svanire, in particolare a causa dell’atteggiamento di Mosca nei colloqui per il cessate il fuoco mediati dagli Stati Uniti.

In tale contesto, il 30 luglio Trump ha minacciato di penalizzare l’India per le sue importazioni di petrolio russo, affermando che “in un momento in cui tutti vogliono che la Russia SMETTA DI UCCIDERE IN UCRAINA”, non ha precisato le modalità di queste sanzioni, ma l’annuncio ha avuto un forte impatto diplomatico. Nonostante le minacce, Modi ha dichiarato la sua intenzione di continuare a rifornirsi di petrolio russo.

Contestualmente, Trump aveva già pianificato l’imposizione di dazi sull’India del 25%, una percentuale superiore rispetto a quella convenuta con altri paesi asiatici, palesemente contrastante. Gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato per le esportazioni indiane, e una simile tassa potrebbe avere ripercussioni significative sull’economia indiana.

La trattativa per ridurre i dazi non ha portato a risultati concreti fino a ora, complicata dalla questione dell’agricoltura, settore cruciale per l’India, impiegando oltre il 40% della forza lavoro rappresentando una garanzia per la sicurezza alimentare del paese. Gli Stati Uniti intendono che l’India apra il suo mercato agricolo e faciliti le importazioni di prodotti statunitensi, una mossa contro la quale Modi si oppone strenuamente perché potrebbe danneggiare gli agricoltori locali.

Questo è un tema particolarmente delicato per Modi, che nel 2021 ha dovuto ritirare leggi controversie relative alla liberalizzazione del commercio agricolo, dopo mesi di proteste intense che hanno segnato il suo governo, ora più autoritario dal 2014. In parallelo, le relazioni tra India e Pakistan hanno contribuito ulteriormente al deterioramento dei rapporti con Trump. Nel maggio scorso, gli scontri tra i due paesi sono aumentati, con bombardamenti e attacchi aerei nella contesa regione del Kashmir, a cui gli Stati Uniti hanno cercato di mediare.

Malgrado l’accordo per il cessate il fuoco, le reazioni sono state discordi: mentre il Pakistan ha elogiato gli sforzi di Trump, Modi ha minimizzato il ruolo degli Stati Uniti in un contesto che ha posizionato i due paesi su un piano di parità, creando una situazione difficile per il premier indiano.

In aggiunta, Trump ha incontrato a Washington il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, e ha annunciato un accordo per lo sfruttamento delle riserve di idrocarburi in Pakistan, insinuando la possibilità che “un giorno il Pakistan potrebbe vendere petrolio all’India”. Questa affermazione ha danneggiato l’immagine di Modi, che mira a proporsi come un leader forte e difensore degli interessi nazionali, in pace con la sua retorica nazionalista.

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