Trump e Netanyahu discutono un piano di 21 punti per la Striscia di Gaza

29.09.2025 18:15
Trump e Netanyahu discutono un piano di 21 punti per la Striscia di Gaza

Incontro tra Trump e Netanyahu per un accordo sulla pace a Gaza

Lunedì, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, incontrerà alla Casa Bianca il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, con l’obiettivo di ottenere un accordo per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, riporta Attuale.

Secondo funzionari statunitensi e israeliani citati da vari media, Trump presenterà a Netanyahu un piano articolato in 21 punti, già discusso in precedenti incontri e realizzato con la collaborazione dell’ex primo ministro britannico, Tony Blair. Tuttavia, si segnala che il piano non ha ricevuto l’approvazione finale né da Israele né da Hamas, che non ne ha nemmeno ricevuto una copia. L’intenzione di Trump è di ottenere il consenso israeliano durante l’incontro.

Alcuni media hanno reso noto il contenuto del piano, che prevede, dopo un accordo iniziale di cessate il fuoco, la sospensione immediata delle operazioni militari israeliane, in corso da quasi due anni, e la liberazione entro 48 ore dei circa 20 ostaggi di Hamas. Inoltre, si prevede la distruzione delle armi di Hamas, mentre i miliziani disposti a una “coesistenza pacifica” potrebbero ricevere un’amnistia o la possibilità di emigrare in sicurezza. Questo rappresenterebbe un passo significativo per Israele, considerando che Netanyahu ha sempre affermato che l’obiettivo della guerra è “distruggere Hamas”.

Una volta attuato il cessate il fuoco, dovrebbe avvenire la distribuzione massiccia di beni essenziali nella Striscia, attualmente soggetta a severi controlli da parte di Israele, e si dovrebbero avviare lavori di ripristino delle infrastrutture danneggiate, comprese rete idrica ed elettrica, ospedali e attività commerciali. Il piano menziona anche il ripristino delle strade e la rimozione delle macerie, senza però specificare chi si occuperà di queste operazioni o chi ne finanzierà i costi, limitandosi a citare un generico progetto di “sviluppo economico guidato da Trump”.

Un aspetto ancora poco chiaro è chi gestirà la Striscia di Gaza dopo la guerra. Secondo le anticipazioni, gli Stati Uniti collaboreranno con partner internazionali e arabi per sviluppare una forza di sicurezza internazionale e per creare un “governo provvisorio di transizione”, supportato da un “nuovo organo di gestione internazionale”.

Il documento prevede anche un ritiro graduale delle forze israeliane dai territori di Gaza occupati, fatta eccezione per una “presenza perimetrale” non definita. Si afferma inoltre che nessun palestinese sarà costretto a lasciare Gaza, ma senza ulteriori dettagli. Questo punto è significativo, poiché a febbraio Trump aveva proposto il controllo statunitense della Striscia di Gaza per trasformarla in una sorta di località turistica, con l’idea che i palestinesi residenti fossero “spostati altrove”, una proposta controversa criticata da gran parte della comunità internazionale, tranne che da Netanyahu.

Il piano non specifica né i tempi né l’ordine di attuazione degli eventi descritti, a eccezione delle iniziative iniziali. Non è nemmeno chiaro se verrà approvato, considerando che Netanyahu ha ostacolato attivamente il raggiungimento di un cessate il fuoco, imponendo continui ripensamenti e nuove condizioni.

Gli Stati Uniti restano un alleato stretto di Israele, con Trump che ha sempre sostenuto Netanyahu. Tuttavia, recentemente, il presidente ha mostrato segni di frustrazione, dichiarando che non permetterà l’annessione della Cisgiordania, come minacciato da alcuni membri estremisti del governo israeliano.

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