Offensiva russa nel Donbass: tensioni e conseguenze critiche per l’Ucraina
(Lorenzo Cremonesi) La più recente offensiva russa mira a conquistare rapidamente territori ucraini per mettere pressione su Trump e dimostrare che l’esercito di Zelensky è in difficoltà, facilitando così una potenziale pace a favore della Russia. Questa strategia si concentra in particolare sul Donbass, dove città e villaggi, già contesi per mesi, tra cui Pokrovsk, Kostiantynivka e Siversk, sono sotto intenso bombardamento e alcune aree sono state infiltrate da piccole unità di truppe scelte russe supportate da droni e aviazione, riporta Attuale.
Le forze russe stanno implementando una strategia di invio di unità agili e ben addestrate, simile a quella utilizzata dagli ucraini all’inizio del conflitto contro le pesanti colonne nemiche che avanzavano verso Kiev e Kharkiv.
In risposta, lo stato maggiore di Kiev ha lanciato allarmi sulla conquista di oltre 120 chilometri quadrati di territorio a nord di Pokrovsk e sull’infiltrazione di commando russi a Dobropillia, precipitando il rischio di isolamento di Kramatorsk, la città principale del Donbass ancora sotto controllo ucraino. Nonostante ciò, le autorità ucraine assicurano che l’attacco è stato sostanzialmente fermato, sostenendo che “poche decine di soldati russi nascosti tra le case non significano affatto che siano in controllo”, secondo alti ufficiali della capitale ucraina.
Tre anni e mezzo dopo l’inizio dell’aggressione russa, che mira a rovesciare il governo di Zelensky e annettere l’Ucraina, l’esercito di Mosca si trova impantanato in un conflitto di logoramento che ha inflitto pesanti perdite umane. Nonostante le affermazioni di liberazione di Pokrovsk, l’ora dell’arrivo dei carri armati russi sembra sempre rimandata, con le battaglie che continuano nei pressi di Chasiv Yar e Bakhmut, teatro di uno dei conflitti più sanguinosi della guerra.
Tuttavia, se le forze russe riuscissero a superare le linee difensive ucraine nel Donbass, attualmente rinforzate da battaglioni volontari, avrebbero una via libera verso Dnipro e il centro del Paese.
Dal campo di battaglia giungono notizie allarmanti. Vadym Filashkin, dell’amministrazione militare del Donetsk, ha riferito che a Pokrovsk restano solo 1.327 abitanti su una popolazione originaria di 60.000, con mancanza di elettricità e acqua e bombardamenti russi che bloccano le vie di fuga. Pare che tra i 150 commando russi penetrati nella zona, 30 siano ancora attivi. Anche l’evacuazione di oltre 8.000 cittadini da Kostiantynivka appare ora irrealizzabile.
I droni russi continuano a dominare i cieli, mentre sui social media emergono lamentela da parte dei soldati ucraini che accusano i comandi di essere “troppo rigidi” e di creare “caos” nelle trincee.