Frenata del vertice tra Trump e Putin: Washington annuncia stop a colloqui
Washington ha ufficialmente annullato il vertice programmato tra il presidente Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, previsto dopo una telefonata tra il ministro degli Esteri statunitense Marco Rubio e il suo omologo russo Sergei Lavrov. La Casa Bianca ha dichiarato che non ci sono piani per un incontro imminente, riporta Attuale.
La notizia arriva a sei giorni di distanza dall’annuncio iniziale, in cui Trump aveva indicato la possibilità di un vertice a Budapest entro due settimane. Tuttavia, il colloquio di ieri ha messo in evidenza la crescente distanza tra le posizioni di Washington e Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato: “Non si può rinviare ciò che non è mai stato fissato”.
Il dialogo tra Rubio e Lavrov, considerato inizialmente come un passo verso la preparazione del vertice, ha rivelato infatti che le richieste di Washington non sono accettabili per il Cremlino. Mosca continua a rifiutare il cessate il fuoco immediato richiesto dagli Stati Uniti come punto di partenza per negoziati relativi al futuro dell’Ucraina.
Putin ha ribadito che le “radici del conflitto” devono essere affrontate: il leader russo pretende il controllo totale del Donbass, nonostante in oltre tre anni di guerra non sia riuscito a conquistare l’area. Allo stesso tempo, Trump è stato informato che a Budapest non sarebbe stato raggiunto alcun accordo, dando vita a preoccupazioni su una possibile cerimonia di benvenuto per Putin, nello spazio europeo.
Intanto, dieci paesi europei, tra cui Italia, Francia e Germania, insieme a Ucraina e Unione Europea, hanno firmato una dichiarazione chiedendo che “l’attuale linea del fronte sia utilizzata come base per colloqui di pace”. Inoltre, si stanno preparando misure per utilizzare i beni sovrani immobilizzati della Russia per sostenere le necessità economiche di Kiev.
In parallelo, i leader europei stanno anche lavorando a un piano in 12 punti che prevede, tra le altre cose, il ritorno dei bambini ucraini rapiti e uno scambio di prigionieri. La bozza include anche garanzie di sicurezza e un percorso accelerato per l’ingresso dell’Ucraina nell’UE, ma sottolinea che né l’Europa né Kiev riconosceranno la sovranità russa sui territori occupati.
Nel frattempo, la violenza continua a imperversare: ieri si sono registrati altri quattro morti tra le fila ucraine a causa dei droni kamikaze e dei bombardamenti russi.
Non ci si può sorprendere di questo annullamento… sembra che le tensioni stiano solo aumentando. La diplomazia è sull’orlo del baratro e nel frattempo noi cittadini paghiamo il prezzo! Mah, speriamo in un qualche segnale positivo, ma la strada è lunga e difficile…