Israele intensifica gli attacchi in Iran mentre si rifiuta la tregua proposta dagli Stati Uniti. Le forze aeree israeliane hanno colpito le infrastrutture petrolchimiche iraniane, inclusi impianti legati al giacimento di gas naturale di South Pars, mentre Biden ha rifiutato una controproposta di tregua di 45 giorni da parte di Teheran, alimentando le tensioni nella regione, riporta Attuale.
No alla tregua
I leader iraniani, sospettosi del cessate il fuoco temporaneo proposto dalla Casa Bianca, chiedono un’interruzione permanente delle ostilità. Sono ben consapevoli delle difficoltà emerse da precedenti tregue con Hezbollah e Hamas, durante le quali l’esercito israeliano ha mantenuto posizioni strategiche e ha continuato a bombardare per impedire il riarmo dei gruppi jihadisti.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che le operazioni militari procederanno fino all’eliminazione della minaccia: “Continueremo con tutta la nostra forza, su tutti i fronti, finché non raggiungeremo i nostri obiettivi”, ha affermato. Tuttavia, l’assenza di un orizzonte diplomatico solleva interrogativi sulla capacità di stato di Israele di mantenere un conflitto prolungato.
Colpo al gas
I raid aerei israeliani hanno anche inflitto danni significativi a tre aeroporti, distruggendo elicotteri e velivoli dell’esercito iraniano. I recenti attacchi hanno suscitato forti condanne, in particolare l’attacco all’università Sharif di Teheran, che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito “il nostro MIT”.
In un attacco notturno, il capo dei servizi segreti dei Pasdaran, Majid Khademi, è stato ucciso, colpendo ulteriormente il comando dei Guardiani della Rivoluzione, notoriamente attivi nel lanciare missili contro Israele e i paesi del Golfo. L’esplosione in una palazzina ad Haifa ha provocato la morte di quattro israeliani.
La controproposta
Teheran ha inviato una controproposta in dieci punti a Trump attraverso il Pakistan, ma Washington la considera eccessiva. Tra le richieste, l’apertura immediata dello Stretto di Hormuz per il passaggio dei mercantili. Nonostante le promesse di “grandi passi avanti” nelle trattative, il presidente americano ha ribadito la sua posizione: “Niente nucleare”, senza menzionare il disarmo missilistico o il sostegno a milizie come Hezbollah.
Il nucleare
Un portavoce delle forze armate iraniane ha dichiarato: “Il nemico deve essere punito e deve pentirsi di aver intrapreso questa guerra”. La questione del programma nucleare rimane irrisolta, dato che le trattative potrebbero includere le scorte di uranio arricchito ancora in possesso dell’Iran. La tensione è palpabile, con gli iraniani che sostengono che le operazioni mirate si stanno intersecando con la ricerca di materiale nucleare, complicando ulteriormente la situazione.