Trump inaugura il Board of Peace per la ricostruzione di Gaza, l’Italia presente come osservatore

19.02.2026 18:26
Trump inaugura il Board of Peace per la ricostruzione di Gaza, l'Italia presente come osservatore

Il Board of Peace: Donald Trump annuncia un contributo di 10 miliardi per Gaza

ROMA – “Quello che stiamo facendo è molto semplice: la pace. Credo che il Board of Peace sia una delle cose più importanti e significative a cui prenderò parte”. Queste le parole del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in occasione della prima riunione operativa del Board of Peace che si è tenuta a Washington. L’incontro ha avuto come obiettivo l’aggiornamento sull’attuazione del Piano di Pace in 20 punti dell’Amministrazione americana e i progetti di investimento e di ricostruzione della Striscia di Gaza, con l’Italia presente come osservatore, rappresentata dal Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, riporta Attuale.

Oltre agli Stati Uniti, i Paesi aderenti al Board includono Israele, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Turchia, Egitto, Marocco, Pakistan, Ungheria, Kosovo, Albania, Bulgaria, Bielorussia, Argentina, Paraguay, Kazakistan, Mongolia, Uzbekistan, Indonesia, Vietnam, Cambogia ed El Salvador.

Durante il suo intervento, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti contribuiranno al Board con 10 miliardi di dollari. Inoltre, “Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait” si impegneranno per oltre 7 miliardi di dollari. Il Presidente ha sottolineato che il Board “saprà essere molto generoso” poiché “non c’è niente di più importante e meno costoso della pace”. “Ogni dollaro speso è un investimento nella stabilità e nel dare speranza” alla regione, ha dichiarato Trump.

Trump ha inoltre affermato di aver “risolto 8 guerre” e anticipato che “ne arriverà una nona”. Sottolineando i risultati ottenuti grazie al Piano di pace in Medio Oriente, ha commentato il ritorno a casa di tutti i 28 ostaggi, vivi e morti. Dallo scorso ottobre, gli Stati Uniti e i loro partner hanno facilitato la distribuzione di notevoli quantità di aiuti umanitari. “È la squadra migliore mai assemblata finora e lo si vede dai risultati”, ha aggiunto Trump, congratulandosi con il team di lavoro, inclusi l’inviato in Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kushner, suo genero.

“Nessuno pensava che si potesse avere la pace in Medio Oriente. Ma l’incontro di oggi è la prova che con una leadership determinata, nulla è impossibile”, ha continuato Trump, insistendo che “non si può avere la pace in Medio Oriente se l’Iran possiede un’arma nucleare”. Ha esortato l’Iran a unirsi agli sforzi per la stabilità regionale, avvertendo che se non raggiungono un accordo, “accadrà loro qualcosa di brutto”.

Il Board si impegnerà a sostenere un “governo adeguato a Gaza” che non sia più un focolaio di radicalismo e terrore. Trump ha indicato che il problema del Libano è relativamente piccolo in confronto ai progressi finora conseguiti. Riguardo alla composizione del Board, Trump ha affermato: “abbiamo un ottimo rapporto con l’Europa” e ha anticipato che molti alleati europei parteciperanno agli incontri futuri, con la Norvegia pronta a ospitare un evento congiunto.

Infine, sul ruolo delle Nazioni Unite, il Presidente ha dichiarato: “Penso che le Nazioni Unite abbiano un grande potenziale, ma che finora non lo abbiano sfruttato”. Se necessario, gli USA “li rafforzeremo affinché possano esprimere al meglio il loro potenziale”. Riguardo al suo “mancato” Nobel per la pace, Trump ha chiarito che i premi non lo interessano: “mi interessa salvare vite. Se ho la capacità di spegnere le guerre, voglio usarla per salvare milioni di persone”.

Come già accennato, l’Italia partecipa come Paese osservatore. Prima della riunione, il Ministro Tajani ha incontrato l’Alto Rappresentante dell’Ue per Gaza, Nickolay E. Mladenov, con il quale ha discusso l’impegno italiano per la ricostruzione della Striscia, il rafforzamento delle capacità istituzionali palestinesi e la sicurezza alimentare, sanitaria ed educativa della popolazione palestinese, attraverso iniziative come Food for Gaza in collaborazione con la FAO e il PAM.

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