Trump licenzia Pam Bondi, la ministra della giustizia sotto accusa
Donald Trump ha deciso di licenziare Pam Bondi, attorney general dell’amministrazione Trump, una decisione che ha suscitato grande attenzione nei media americani, riporta Attuale.
Pam Bondi, figura di spicco nel movimento Maga e fidata alleata del presidente, è stata criticata per la gestione del caso Epstein, in particolare per la scarsa trasparenza nella divulgazione dei documenti. Trump stesso avrebbe espresso insoddisfazione per il modo in cui la sua ministra della giustizia ha affrontato la questione.
In aggiunta, Trump si è detto contrariato per l’inefficacia di Bondi nella campagna contro i giudici che l’avevano indagato. Il Dipartimento di Giustizia aveva ottenuto l’incriminazione dell’ex direttore dell’FBI James Comey e del procuratore generale di New York Letitia James, ma entrambe le accuse sono state successivamente annullate da un giudice che ha dichiarato illegittimo l’operato del pubblico ministero.
Bondi è stata informata del suo licenziamento durante un incontro con Trump alla Casa Bianca, prima del suo discorso alla nazione sulla guerra in Iran, e ha lasciato immediatamente Washington per tornare in Florida.
Trump ha confermato il licenziamento su Truth, lodando Bondi come una “grande patriota americana” che ha servito il suo paese con lealtà. Inoltre, ha annunciato che sostituto di Bondi sarà il vice procuratore generale Todd Blanche, avvocato personale di Trump, prendendo la carica di procuratore generale ad interim.
Quella di Bondi rappresenta il secondo “siluramento” eccellente voluto da Trump, seguendo la rimozione della responsabile della sicurezza nazionale Kristi Noem.
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