Trump minaccia Cuba: «La posso prendere o liberarla, posso fare ciò che voglio»

17.03.2026 11:05
Trump minaccia Cuba: «La posso prendere o liberarla, posso fare ciò che voglio»

Trump minaccia Cuba mentre l’isola affronta gravi crisi

Il presidente americano Donald Trump ha rinnovato le sue minacce nei confronti di Cuba, dichiarando di avere l’intenzione di prendere il controllo dell’isola caraibica mentre questa subisce l’ennesimo blackout totale, il terzo in quattro mesi, e un terremoto di magnitudo 5,8 avvenuto al largo delle sue coste, riporta Attuale.

«Credo che avrò l’onore di prendere Cuba», ha detto Trump ai giornalisti lunedì sera. «Prendere Cuba. Voglio dire, che la liberi o la prenda, penso di poterci fare tutto quello che voglio. È una nazione molto indebolita in questo momento». Il giorno precedente, Trump aveva affermato che «molto presto o stringeremo un accordo, o faremo tutto ciò che dobbiamo fare», lasciando aperta la possibilità di un intervento militare.

Secondo il New York Times, Trump sarebbe disposto a considerare un accordo con il regime comunista cubano, garantendo la continuità della sua leadership, così come ha fatto in Venezuela, ma richiedendo la destituzione del presidente Miguel Diaz-Canel.

Lunedì, il governo comunista cubano ha fatto una storica concessione agli Stati Uniti, con il ministro del Commercio Oscar Pérez-Oliva Fraga, pronipote di Fidel e Raúl Castro, che ha annunciato la possibilità per gli esuli cubani di investire e gestire aziende private a Cuba. «Cuba è aperta a instaurare un rapporto commerciale fluido con le aziende statunitensi e con i cubani residenti negli Stati Uniti», ha dichiarato il ministro. Questo approccio si estende anche agli investimenti nelle infrastrutture, fondamentali per un paese la cui rete è attualmente in condizioni critiche.

Le infrastrutture cubane sono gravemente deteriorate, come dimostra il blackout di lunedì che ha colpito l’intera isola per diverse ore. Il governo di Avana attribuisce queste interruzioni all’embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti, il quale è stato inasprito dopo la cattura di Maduro a Caracas, impedendo l’accesso di Cuba al petrolio straniero e bloccando le spedizioni dal Venezuela.

Le conseguenze di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: gli ospedali hanno dovuto rimandare operazioni essenziali e i cittadini cubani hanno organizzato proteste spontanee, inclusi cacerolazos e incendi di sede del Partito Comunista. Diverse aree dell’isola stanno affrontando blackout che si estendono fino a 48 ore, mentre le scorte di benzina e cibo sono drammaticamente esaurite, aggravando ulteriormente la crisi.

Fortunatamente, non si segnalano vittime né danni significativi a seguito del terremoto registrato. Tuttavia, l’attuale situazione in Cuba continua a destare preoccupazione. Organizzazioni di esuli cubani hanno pianificato un incontro a Miami il 21 marzo per rivendicare il diritto al ritorno per i cubani nella diaspora, chiedendo a Trump l’autorizzazione per inviare aiuti umanitari attraverso una nave civile.

In concomitanza, il convoglio internazionale Nuestra América ha in programma di consegnare oltre 20 tonnellate di cibo e medicinali a Cuba. Una delegazione di Sinistra Italiana, encabezata da Ilaria Salis e Mimmo Lucano, parteciperà a questa iniziativa, sottolineando l’intento di portare supporto al popolo cubano nel contesto della crisi attuale.

Ilaria Salis ha dichiarato: «Andiamo a Cuba non solo per portare aiuti, ma anche per esprimere solidarietà al popolo cubano. Iniziative come questa possono richiamare l’attenzione mediatica su una situazione di ingiustizia e porre i governi di fronte alle proprie responsabilità».

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