Trump minaccia di attaccare l’Iran: decisione attesa in 10-15 giorni

20.02.2026 08:55
Trump minaccia di attaccare l'Iran: decisione attesa in 10-15 giorni

Trump minaccia l’Iran e prepara una risposta militare

A Washington, Donald Trump ha lanciato una veemente minaccia nei confronti dell’Iran, affermando che entro dieci giorni potrebbe essere necessario prendere ulteriori misure contro il regime degli ayatollah. Durante una conferenza al newly established Board of Peace, Trump ha dichiarato: «Scopriremo cosa succede con l’Iran tra una decina di giorni. Potremmo dover fare un passo avanti, o forse no. Magari troveremo un accordo. Ma se non accettano, succederanno cose brutte», riporta Attuale.

Il presidente americano ha ribadito la scadenza di dieci-quindici giorni a bordo dell’Air Force One. Questa scadenza si riferisce all’ultimatum che Trump ha posto, in parallelo ai colloqui avviati il 5 febbraio per cercare un accordo sul nucleare iraniano.

Le tensioni aumentano con Ali Khamenei, il leader supremo dell’Iran, che ora deve affrontare la pressione di crederci nelle pretese di Trump, lontane dai compromessi che Khamenei è disposto ad accettare. Al centro della controversia si trova il programma nucleare iraniano; Teheran ha recentemente riaffermato il suo diritto di procedere con l’arricchimento dell’uranio per fini civili.

Entrambi gli schieramenti hanno dichiarato di voler continuare il dialogo, ma i temi da trattare rimangono controversi. L’Iran insiste per limitare le trattative al nucleare, chiedendo la fine delle sanzioni che affliggono l’economia nazionale. Al contrario, Washington è ferma nel richiedere un pacchetto di discussione che comprenda anche il programma missilistico e il sostegno a gruppi armati anti-israeliani nella regione.

Fonti diplomatiche indicano che i colloqui stentano a decollare, malgrado Abbas Araghchi, il principale diplomatico iraniano, abbia parlato di «progressi». La situazione è tesa: il presidente Trump starebbe considerando la possibilità di un attacco a breve, descritto da alcuni come imminente, e di certo la mobilitazione americana nella regione non può passare inosservata.

I più di cento aerei e navi da guerra schierati dal governo statunitense attorno all’Iran rappresentano una chiara manifestazione di forza. La portaerei USS Lincoln è già in posizione, e la sua «sorella», la USS Gerald R. Ford, la più grande in servizio al mondo, sarà schierata nel fine settimana per fungere da baluardo a Israele contro eventuali attacchi iraniani.

Un dispiegamento di forze di tale portata non si vedeva dal 2003, anno dell’invasione dell’Iraq, suggerendo una capacità per un’operazione militare prolungata e ben oltre un attacco chirurgico. Secondo il Wall Street Journal, Trump starebbe valutando un attacco militare iniziale limitato volto a costringere il regime iraniano a cedere.

Nel frattempo, da fonti britanniche emergerebbe che il Regno Unito ha negato all’America l’accesso alle proprie basi militari, lasciando il presidente iraniano Massoud Pezeshkian in un interrogativo inquietante: «Non vogliamo la guerra, ma se vogliono provare a imporci la loro volontà dovremmo accettarla?».

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