Trump può realmente ritirare gli Stati Uniti dalla Nato? Analisi di rischi e limiti legislativi

01.04.2026 17:35
Trump può realmente ritirare gli Stati Uniti dalla Nato? Analisi di rischi e limiti legislativi

Trump mette in discussione la presenza degli Stati Uniti nella NATO

Donald Trump torna a mettere in discussione uno dei pilastri dell’ordine occidentale: la presenza degli Stati Uniti nella NATO. In un contesto caratterizzato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni con l’Iran e dalla crescente diffidenza verso gli alleati europei, la questione non è più teorica. Un presidente americano può davvero portare Washington fuori dall’Alleanza Atlantica?, riporta Attuale.

Uscire dalla NATO non è un’operazione semplice. Nel 2024, dopo le pressioni subite durante il primo mandato di Trump, il Congresso ha approvato la National Defense Authorization Act, che limita il potere del presidente nell’ambito di decisioni cruciali come questa.

Per uscire dall’Alleanza sarebbe necessario il via libera di due terzi del Senato o l’approvazione di una legge dal Congresso. Teoricamente, nessun presidente può decidere da solo, ma la realtà è più complessa. La Costituzione americana non chiarisce esplicitamente chi abbia il potere di ritirarsi da un trattato internazionale.

In passato, presidenti hanno abbandonato accordi senza un voto del parlamento, creando una zona grigia mai del tutto risolta. Questo potrebbe condurre a un scontro istituzionale tra il Commander in Chief e il Congresso, con la Corte Suprema chiamata a intervenire in caso di conflitto.

Dal punto di vista formale, uscire dalla NATO è più semplice di quanto si pensi. L’articolo 13 del Trattato consente a ogni Paese di notificare formalmente la sua intenzione di ritirarsi; dopo dodici mesi, il ritiro diventa effettivo senza necessità di negoziati o veti da parte degli altri membri. Questo meccanismo, creato durante la Guerra Fredda per garantire la sovranità nazionale, rivela il paradosso: uscire dalla NATO è relativamente facile sul piano internazionale, ma potrebbe risultare complicato e conflittuale sul terreno interno americano.

Un aspetto cruciale, spesso sottovalutato, è che gli Stati Uniti potrebbero indebolire l’Alleanza anche senza un’uscita formale. La NATO si basa sul principio di difesa collettiva sancito dall’articolo 5, ma ogni Paese decide come intervenire. Di conseguenza, un presidente scettico o ostile potrebbe continuare a far parte della NATO, ma svuotarla dall’interno: abbassare l’impegno militare, rallentare le decisioni e mettere in dubbio la protezione americana. Per gli alleati europei, ciò rappresenterebbe uno scenario quasi altrettanto destabilizzante quanto una formale uscita.

Le ripercussioni sarebbero significative: l’Europa si troverebbe più esposta, in particolare sul fronte orientale, mentre la Russia potrebbe trarre immediati vantaggi strategici. Questo scenario riaprirebbe anche il dibattito su una difesa comune europea, con un percorso complesso in termini di tempi e costi.

La Cina osserva attentamente: ogni crepa nel sistema delle alleanze occidentali rappresenta un’opportunità geopolitica. La vera domanda, al di là degli aspetti giuridici, è politica: Trump può davvero far uscire gli Stati Uniti dalla NATO? Forse sì, ma non senza ostacoli e conflitti. Tuttavia, potrebbe anche cambiare radicalmente il funzionamento dell’Alleanza, restando all’interno, ed è uno scenario che, per molti osservatori, è già in atto.

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