Il 26 agosto 2025 alla Casa Bianca si è svolta una riunione di governo, trasmessa in diretta, presieduta da Donald Trump con la partecipazione di membri chiave del Gabinetto, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Durante l’incontro, concluso con un lungo dialogo con la stampa, il presidente ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti ad adottare «sanzioni economiche molto serie» contro la Russia qualora Vladimir Putin non accettasse un cessate il fuoco, sottolineando che Washington punta sulla leva finanziaria piuttosto che su un’escalation militare.
Sanzioni come leva centrale di pressione
Trump ha indicato che le misure allo studio potrebbero includere restrizioni secondarie su energia, banche, trasporti marittimi e assicurazioni, coordinate con Unione europea e G7. Questo approccio rafforza il segnale che la prosecuzione della guerra avrà un costo crescente per Mosca, e prepara l’opinione pubblica americana a una linea più dura nei confronti del Cremlino.
L’idea di un dialogo diretto Kiev-Mosca
Nel suo intervento, Trump ha rilanciato l’ipotesi di colloqui diretti tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, sottolineando che solo Kiev ha mostrato disponibilità a un simile passo. Per l’Occidente, una simile apertura rappresenta un banco di prova: può un canale bilaterale portare risultati senza compromettere la coesione di NATO ed UE? Rimane però imprescindibile, secondo l’impostazione americana, che qualsiasi discussione sia fondata sul rispetto della sovranità ucraina e su meccanismi di verifica concreti.
Rigetto della retorica russa sulla legittimità di Zelensky
Un altro punto rilevante dell’intervento è stato il rifiuto netto da parte di Trump delle affermazioni russe sulla presunta «illegittimità» del presidente ucraino. Definendo queste accuse semplice «posizionamento politico», il presidente ha tolto a Mosca un pretesto utile per bloccare i negoziati, ribadendo che non spetta al Cremlino decidere chi sia un interlocutore valido per l’Ucraina.
Evoluzione della posizione americana
Il discorso del 26 agosto mostra un’evoluzione rispetto a dieci giorni prima, quando Trump aveva aperto alla possibilità di un accordo anche senza un cessate il fuoco preliminare. Oggi, al contrario, la minaccia di nuove sanzioni dimostra la volontà di fissare «linee rosse» più chiare e di rafforzare il coordinamento con gli alleati europei per evitare che Mosca sfrutti eventuali divisioni.
Dimensione internazionale e segnali ai partner
Tra le misure ipotizzate emerge anche l’aumento dei dazi sulle importazioni dall’India in risposta agli acquisti di petrolio russo, a conferma della volontà americana di colpire non solo l’aggressore, ma anche chi contribuisce a sostenerne la base economica. Parallelamente, Washington lavora con Bruxelles e altri partner a possibili garanzie di sicurezza e pacchetti di sostegno per Kiev, al fine di prevenire che un eventuale accordo si traduca in una «pace vuota». La trasparente messa in scena della riunione di governo, con ampia copertura televisiva, ha voluto rafforzare sia sul piano interno sia internazionale l’immagine di fermezza degli Stati Uniti.