Trump rilancia l’idea di un blocco navale contro l’Iran, rischio di nuove ritorsioni

12.04.2026 12:15
Trump rilancia l'idea di un blocco navale contro l'Iran, rischio di nuove ritorsioni

Possibile blocco navale contro l’Iran: tensioni in aumento

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ripostato un articolo che suggerisce un possibile blocco navale contro l’Iran, aprendo così nuove incertezze su una situazione già tesa. Nonostante la vaghezza del piano, l’obiettivo sarebbe di esercitare controllo dell’Us Navy lungo le rotte verso gli scali iraniani, con la speranza di fare pressione sul regime di Teheran e sui paesi che utilizzano queste vie marittime, come Cina e India, riporta Attuale.

L’idea di un blocco navale è stata rilanciata da esperti come l’ex generale Jack Keane, il quale ha affermato che, con un adeguato ridimensionamento dell’arsenale nemico, gli Stati Uniti potrebbero decidere di occupare o distruggere l’isola di Kharg, strategicamente importante per l’export iraniano. Rebecca Grant, vicepresidente del Lexington Institute, ha sostenuto un approccio simile a quello realizzato dalla Marina statunitense nei confronti del Venezuela, suggerendo raid, blocco delle petroliere e pattugliamenti stretti delle navi.

La situazione sul campo rimane complessa: l’Iran ha sempre reagito agli attacchi ampliando il conflitto e, in caso di un blocco navale, potrebbe attaccare gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo o interrompere completamente il traffico marittimo, causando danni economici globali. Un eventuale intervento sull’export petrolifero iraniano avrebbe importanti ripercussioni, considerato il numero di paesi che acquistano prodotti da Teheran.

Nonostante le recenti perdite navali dei pasdaran, che hanno visto quasi 115 unità affondate, tra cui 6 delle 7 fregate disponibili, il regime mantiene il 60% della sua flotta, composta da vedette e navi leggere. Inoltre, i droni-kamikaze utilizzati negli attacchi contro navi mercantili aumentano il grado di difficoltà per qualsiasi operazione militare condotta dagli Stati Uniti. Dalla fine di febbraio, l’Iran ha condotto attacchi contro circa cinquanta navi nel Golfo.

Sin dal 1980, l’Iran ha affinato le proprie capacità di combattimento nelle acque del Golfo, adottando tattiche asimmetriche e manovre rapide, mirando a un logoramento strategico degli avversari. Qualsiasi escalation potrebbe condurre a una drammatica intensificazione dei bombardamenti da parte di Washington, compromettendo ulteriormente la già vulnerabile situazione dell’Iran.

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