Sequestro di petroliere: Gli Stati Uniti intensificano la loro strategia in Venezuela
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Nel giorno in cui gli Stati Uniti sequestrano due petroliere, inclusa una battente bandiera russa, le tensioni con Mosca si intensificano. Il segretario di Stato Marco Rubio, rispondendo alle critiche sulla mancanza di una strategia della Casa Bianca “per il giorno dopo” la cattura di Maduro, ha affermato che esiste un piano articolato in tre fasi, riportano Attuale.
Il primo punto è la stabilizzazione del Venezuela, evitando il caos, ha dichiarato Rubio. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso l’embargo sul petrolio venezuelano, le cui conseguenze potrebbero portare al collasso economico del Paese in tempi brevissimi. Rubio ha citato il sequestro delle due petroliere, tra cui la cisterna “Bella 1”, fermata vicino all’Islanda, e la “Sophia”, intercettata nei Caraibi, legata secondo gli Usa ai pasdaran iraniani.
L’abbordaggio della “Bella 1”, che già sfuggì all’embargo il 21 dicembre, segnala chiaramente la nuova politica di Washington nell’Emisfero occidentale, rivolgendosi direttamente alla presidente ad interim Delcy Rodríguez, esortandola a interrompere la cooperazione con Russia e Cina.
C’è chi prevede una risposta “asimmetrica” da Mosca, la quale ha definito l’azione Usa come “illegale”, e ci si aspetta anche ripercussioni sui colloqui riguardanti l’Ucraina. Rubio ha delineato l’obiettivo di prendere tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio venezuelano, vendendoli a prezzo di mercato e gestendo i proventi “a beneficio dei venezuelani” senza corruzione. Ha anche annunciato che è in arrivo un accordo per acquisire tutto il petrolio.
Il segretario dell’Energia Usa, Chris Wright, ha confermato che gli Stati Uniti controlleranno le vendite di greggio venezuelano “per un tempo indefinito”. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha aggiunto che i proventi saranno gestiti in conti di “banche internazionalmente riconosciute” e utilizzati “a discrezione degli Usa” per il beneficio degli americani e dei venezuelani.
La seconda fase del piano è la “recupero”: l’accesso equo per le aziende americane e occidentali al mercato venezuelano, iniziando una “riconciliazione nazionale” che permetta all’opposizione di operare liberamente e la liberazione dei prigionieri politici, contribuendo alla ricostruzione della società civile.
La terza fase è la “transizione”, durante la quale la Casa Bianca ha chiesto alle nuove autorità ad interim del Venezuela di espellere spie e personale militare di Russia, Cina, Iran e Cuba, mantenendo solo diplomatici, e di interrompere tutti i legami economici con questi paesi, stabilendo la gestione della produzione e vendita del petrolio esclusivamente da parte degli Usa. Tra le richieste vi sono anche elezioni libere e cooperazione contro il narcotraffico.
Nonostante le promesse, i democratici al Congresso avvertono che il piano di Rubio non è completo, sottolineando la mancanza di dettagli cruciali, come le conseguenze in caso di mancata collaborazione da parte di Rodríguez e l’assenza di una tempistica per le elezioni. Caracas ha confermato che sono in corso negoziati per la vendita del petrolio, descrivendo però la situazione come una “transazione strettamente commerciale”.
Ma che situazione strana! Gli Stati Uniti che sequestrano petroliere in Venezuela? Non si può negare che la politica internazionale stia diventando sempre più complicata… E intanto, noi qui in Italia ci preoccupiamo delle bollette e del cibo! Speriamo che non ne risentiamo troppo…