Trump valuta piani di attacco contro l’Iran mentre Teheran minaccia una reazione dura

30.01.2026 08:05
Trump valuta piani di attacco contro l'Iran mentre Teheran minaccia una reazione dura

Tensioni crescenti tra Stati Uniti e Iran: la flotta americana nel Golfo

Le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran si intensificano, con la flotta americana concentrata nel Golfo Persico, segnalando un ultimatum da parte di Washington. Mentre gli alleati arabi cercano di mediare, esprimendo una netta opposizione a operazioni militari, le voci di Teheran rimangono minacciose, con avvertimenti di una «guerra totale», riporta Attuale.

Il presidente americano, Donald Trump, sta valutando diverse opzioni militari, tra cui attacchi mirati contro le forze di sicurezza iraniane e i leader della Repubblica islamica. L’intento sarebbe di stimolare proteste popolari contro il regime, benché le valutazioni sui rischi e sui costi delle operazioni militari stiano frenando l’entusiasmo iniziale per un possibile «cambio di regime» in Iran.

Entrambi i funzionari israeliani e arabi concordano sul fatto che la sola forza aerea non sarebbe sufficiente a abbattere gli ayatollah. Vi è, però, la possibilità di strategie più incisive, mirate a colpire i missili balistici e il programma nucleare iraniano, potenzialmente in grado di colpire gli alleati americani nella regione.

Nonostante il clima di ostilità, la diplomazia non si è fermata. Alcuni membri «moderati» del governo iraniano, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, continuano a sostenere un ritorno al dialogo, sebbene le fazioni più dure dentro il regime siano contrarie a qualsiasi concessione a Washington.

La situazione internazionale appare in evoluzione, con la Russia pronta a mediarsi e a evacuare il suo personale dalle strutture nucleari iraniane di Bushehr. Inoltre, ufficiali di alto rango di Israele e Arabia Saudita sono stati avvistati negli Stati Uniti per discutere possibili obiettivi di una campagna contro l’Iran.

Se il regime iraniano continua a mantenere un tono bellicoso, la risposta potrebbe giungere da figure dissidenti come Mir Hossein Mousavi, ex primo ministro, il quale ha definito la violenza contro i manifestanti un «grave crimine contro la nazione» e ha invitato i militari a deporre le armi.

Intanto, una notizia di rilevanza storica è emersa con l’annuncio dell’Unione Europea: la Guardia Rivoluzionaria iraniana è stata ufficialmente designata come organizzazione terroristica, una decisione che ha suscitato dure critiche da parte di funzionari iraniani, come Araghchi, il quale ha avvertito che l’Europa sta commettendo un «grave errore strategico».

La tensione continua a crescere, mentre le sanzioni sono state estese a funzionari e a sei organizzazioni legate alle Guardie della Rivoluzione, segnando un ulteriore passo verso un potenziale scontro.

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