Turisti italiani bloccati alle Maldive in crisi: “Siamo abbandonati e senza notizie”

02.03.2026 14:45
Turisti italiani bloccati alle Maldive in crisi: "Siamo abbandonati e senza notizie"

Italiani bloccati alle Maldive a causa delle tensioni geopolitiche

Napoli, 2 marzo – Circa 200 italiani si trovano attualmente bloccati all’aeroporto di Malè, capitale delle Maldive, a causa della chiusura dello spazio aereo determinata dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Giuseppe Piras, titolare del salone “Piras’s parrucchieri” nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, ha dichiarato: “Ci sentiamo abbandonati. Io sto anche per terminare le scorte di un farmaco che mi è necessario per il diabete. Se non dovessi rientrare in tempo, non so come fare”, riporta Attuale.

Il rientro in Italia per molti di questi turisti è diventato impossibile: “Sarei dovuto rientrare il 1° marzo, ma qui non parte alcun volo”, racconta Piras. Al momento, la situazione dei connazionali è molto precaria: “Siamo tutti molto provati, c’è chi piange in continuazione. È una situazione pesante”, aggiunge. L’incertezza è palpabile: nessuno sa quando e come potranno tornare a casa. “Dal punto di vista della sicurezza siamo tranquilli, ma il problema è che nessuno sa dirci cosa dobbiamo fare”, spiega Piras, evidenziando il silenzio delle autorità italiane.

Molti dei turisti bloccati non hanno avuto alcun contatto con la Farnesina, l’unico supporto fornito proviene dalle agenzie di viaggio. “Ma molte persone hanno organizzato tutto da sole, tramite piattaforme come Booking, e non hanno alcun punto di riferimento”, osserva. Grazie agli interventi delle agenzie di viaggio, alcuni italiani bloccati stanno tornando negli alloggi dell’atollo, ma non tutti sono così fortunati. “Ci hanno detto che le spese saranno a carico dell’agenzia, ma non tutti possono permettersi la nuova sistemazione”, aggiunge Piras.

Chi ha prenotato autonomamente deve sostenere i costi della nuova sistemazione; chi non può permetterselo resta in aeroporto, costretto a dormire in terra o sulle sedie. “Dal 28 febbraio c’è qui una coppia con un bambino di 10 anni. Sono partiti senza agenzia, sono soli. Se non fosse per le informazioni che condividiamo con loro, non saprebbero nulla”, racconta Piras.

L’unica forma di sostegno garantita all’interno dello scalo riguarda i viveri. “Il personale locale dell’aeroporto ci sta fornendo dei buoni pasto per mangiare e bere”, spiega Piras. Il parrucchiere di Napoli era in trasferta con altri tre napoletani: tra di loro, Maurizio Natale, titolare di “Il Tagliacapelli” a Mergellina, che sottolinea come la prolungata assenza stia causando gravi danni economici alla sua attività, chiusa in sua assenza. “Vogliamo solo tornare a casa”, conclude Natale, esprimendo le speranze condivise da tutti i turisti presenti.

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