Uccisione di Mario Ruoso, patron di TelePordenone: il corpo trovato in casa a Pordenone

04.03.2026 22:05
Uccisione di Mario Ruoso, patron di TelePordenone: il corpo trovato in casa a Pordenone

Pordenone, 4 febbraio 2025 – È stato ucciso con una violenza brutale, colpito ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, probabilmente una spranga. È morto così l’imprenditore Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e patron di TelePordenone, riporta Attuale.

L’uomo è stato trovato senza vita nel suo attico al settimo piano di un palazzo a Pordenone, di fronte alla rivendita d’auto Garage Italia, di sua proprietà. Il nipote, che lo aveva cercato ripetutamente al telefono senza risposta, ha dato l’allarme.

La scoperta del cadavere

A trovare il cadavere di Ruoso è stato il nipote, che ha immediatamente chiamato le autorità. Secondo i primi accertamenti medico-legali, la morte dell’anziano imprenditore sarebbe avvenuta oggi e gli investigatori stanno indagando ad ampio spettro, raccogliendo le testimonianze dei vicini di casa e dei collaboratori e analizzando le immagini delle telecamere della videosorveglianza pubblica e privata attorno all’abitazione della vittima.

L’ora della morte

Il sopralluogo, iniziato attorno alle 16.30, è stato condotto dal medico legale Antonello Cirnelli insieme alla polizia scientifica, giunta anche da Padova. L’ispezione cadaverica è durata oltre tre ore. Secondo quanto riferito dal procuratore Pietro Montrone, la morte risalirebbe a qualche ora prima del ritrovamento e sarebbe avvenuta in un lasso di tempo ristretto, compatibile tra le 7 e le 8 del mattino.

Un dettaglio significativo: l’imprenditore era già vestito di tutto punto e pronto per uscire, come se stesse per iniziare la sua giornata di lavoro. Nonostante l’età, passava quasi quotidianamente nel salone di auto.

La prima ricostruzione del delitto: “Una mattanza”

Dalle prime informazioni, la possibile ricostruzione del delitto suggerisce un’aggressione improvvisa e feroce. L’anziano sarebbe stato colpito inizialmente con un oggetto contundente privo di scanalature, verosimilmente una spranga o uno strumento simile, e stordito. In seguito, avrebbe battuto il capo contro un mobiletto dell’abitazione, il che ha portato l’assassino a inferire numerosi colpi alla testa fino a provocarne la morte.

Il termine “mattanza” è stato usato per descrivere la scena trovata dagli operatori sanitari quando sono stati chiamati per i soccorsi.

L’arma del delitto non si trova

L’arma del delitto non è stata rinvenuta, nonostante le ricerche effettuate all’interno dell’appartamento e nelle aree circostanti. L’omicidio, avvenuto nelle prime ore del mattino, potrebbe aver favorito la fuga dell’aggressore, approfittando di un momento di minore traffico nella zona. Attualmente non risultano testimoni oculari.

Gli investigatori, coordinati dal procuratore Montrone e dal sostituto Federica Urban, stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per identificare eventuali movimenti sospetti. Sono state raccolte anche le testimonianze di vicini di casa e collaboratori, ma finora non sono emersi elementi decisivi.

Gli inquirenti: “Non si esclude alcuna ipotesi”

A trovare il corpo è stato il nipote dell’imprenditore, entrato nell’abitazione dopo ripetuti tentativi infruttuosi di contatto telefonico. “Non si esclude alcuna ipotesi”, ribadiscono gli inquirenti riguardo al movente, mentre l’inchiesta prosegue nel massimo riserbo per fare chiarezza su un delitto che ha profondamente scosso la città.

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